"Esperite negativamente le procedure di conciliazione, la Slc Cgil insieme agli amici di Cisl e Uil ha proclamato a partire
dal giorno 6 dicembre il blocco di tutte le prestazioni accessorie (straordinario, reperibilità, lavoro programmato) fino al giorno 22 dicembre. Inoltre per il giorno
16 dicembre è stato proclamato per l’intera giornata lo sciopero di tutta Wind. Come segreteria nazionale diamo mandato alle strutture territoriali e alle Rsu di dare massima visibilità alla vertenza, coinvolgendo istituzioni locali, pubblica opinione, media". Lo comunica una nota della stessa Slc.
"La vertenza sarà lunga e complicata e la mobilitazione è solo all’inizio, non escludendo nessun livello (politico, sindacale, legale) di iniziativa. Lo studio sull’esternalizzazione della rete va fermato perché si mettono a rischio non solo le professionalità e il
futuro occupazionale di 1.600 lavoratori coinvolti dall’eventuale cessione, ma di tutta Wind a partire dai customer, dagli amministrativi, degli operatori it e commerciali. E la cosa che rende il tutto ancor più scandaloso non è solo che Wind va bene, con ingenti utili, e che il suo modello industriale ha funzionato e funziona, ma anche e soprattutto che il sindacato si è, sin dall’inizio, dichiarato disponibile a ragionare di maggiore efficienza e maggiori risparmi in tutte le aree aziendali, pur di salvaguardare il perimetro di Wind".
"Siamo pronti cioè - continua il sindacato - a ragionare di maggiore flessibilità e produttività in tutte le aree aziendali, dalle vendite al customer fino ovviamente alla rete e all’IT, siamo pronti a chiedere ai lavoratori ulteriori sforzi. Ma tutto ciò all’azienda non interessa: i manager di Wind stanno dimostrando di non avere alcun senso di responsabilità verso i propri dipendenti, i clienti, il paese.
Wind oggi è mossa esclusivamente da un interesse finanziario nel breve, altro che sviluppo industriale e responsabilità sociale".