Oggi ricorre il quinto anniversario del terribile incidente di Campello sul Clitunno nel quale persero la vita 4 operai. Nel pomeriggio sarà presentato un volume di testimonianze. Il Presidente Napolitano: "Va rifiutata l'idea che si tratti di fatalità"
Sono passati ormai 5 anni da quelo sabato mattina, il 25 novembre 2006, in cui 4 operai di una ditta appaltatrice, la Manili, stavano lavorando sui grandi silos della Umbria Olii, una delle principali raffinerie di prodotti vegetali in Europa. L'esplosione di uno dei silos li uccise tutti e quattro sul colpo,
Tullio Mottini, Giuseppe Coletti, Maurizio Manili (titolare dell'azienda appaltatrice) e
Wladimir Todhe. Poi dall'esplosione si scatenò un terribile incendio che i vigili del fuoco riuscirono a domare con grandi sforzi solo il giorno successivo. Il quinto operaio che era al lavoro quella mattina, Klaudio Demiri, si salvò solo perché al momento dell'esplosione era alla guida della piccola gru che aveva portato in altezza gli altri 4 operai.
Ma la tragedia di Campello si è distinta dalle tante altre storie di morte sul lavoro per quello che è successo successivamente. Ovvero per l'incredibile
richiesta di risarcimento che il titolare della Umbria Olii, Giorgio Del Papa, ha avanzato proprio nei confronti delle vittime (e quindi dei loro eredi): 35 milioni di euro.
Intanto però lo stesso Del Papa è l'unico imputato nel processo per la morte dei 4 operai e proprio
tra poche settimane dovrebbe finalmente arrivare la sentenza di primo grado.
Intanto, in occasione della riccorenza di oggi, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al sindaco di Campello Paolo Pacifici, un messaggio di "vivo apprezzamento per le iniziative promosse in questi anni dall'Amministrazione comunale in
ricordo delle vittime e delle drammatiche circostanze di quell'evento", e, in particolare, per la pubblicazione di un volume che raccoglie le testimonianze della sciagura.
"Confido molto che l'aver raccolto in un agile volume le immagini agghiaccianti di quella tragedia, dell'immenso dolore delle famiglie delle vittime e della commossa partecipazione di tutti i cittadini - scrive il Presidente - possa contribuire a sollecitare, particolarmente in questo scorcio d'anno ancora funestato da eventi gravissimi, la dovuta attenzione ai temi della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Al di là della drammatica complessità dei fatti e delle conseguenti difficoltà nell'accertamento delle responsabilità che simili eventi spesso presentano - prosegue Napolitano -
va in ogni caso rifiutata l'idea che si tratti comunque di inevitabili tragiche fatalità".
"Né alcun cedimento è ammissibile per ciò che deve essere l'impegno di tutti - istituzioni pubbliche, anche locali, mondo delle imprese, pubblica opinione - insieme con la vigile consapevolezza degli operatori, affinché
la sicurezza e la dignità del lavoro abbiano quella valenza primaria che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica".
Il volume che sarà presentato oggi a Campello è intitolato “Tornare a casa dal lavoro, ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e i suoi proventi andranno alle famiglie delle vittime. Nel testo, curato dal sindaco Paolo Pacifici, oltre a contributi redatti dallo stesso sindaco, hanno lasciato le loro impressioni
Fausto Bertinotti che giunse sul posto nei giorni immediatamente successivi,
Cesare Damiano all’epoca ministro del Lavoro, il portavoce di Articolo 21,
Beppe Giulietti,
Maria Rita Lorenzetti presidente della Regione dal 2000 al 2010 e l’attuale governatrice dell’Umbria
Catiuscia Marini. Particolarmente significative le testimonianze dei familiari delle vittime come quella di
Fiorella Grasselli vedova di Giuseppe Coletti che ha voluto raccontare il suo calvario e la sua sete di giustizia.