“Le donne che subiscono violenza sono spesso invisibili e sole, lasciate più sole anche dagli ultimi provvedimenti del governo Berlusconi; infatti con i tagli imposti agli enti locali, molti “Centri anti-violenza” rischiano la chiusura forzata. E' una questione di civiltà e quello che serve oggi è più prevenzione e contrasto da una parte , sostegno alle vittime e inclusione dall'altra. Servono atti concreti, subito, perché si fermi il massacro, per restituire a tutte le donne del mondo la propria vita , perché le donne sono vita”. Lo afferma
Rosanna Rosi, responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale alla vigilia della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Ogni anno milioni di donne nel mondo subiscono violenza, un fenomeno diffuso in ogni angolo del pianeta che non accenna a diminuire – ricorda Rosi - Nel mondo una donna su tre e in Europa una donna su 4 è stata sottoposta a violenza. In Italia sono almeno un milione all'anno. Gli ultimi dati internazionali dicono che sono le donne tra i 15 e 44 anni ad essere quelle più esposte al rischio di violenza carnale e all'interno della famiglia. Le percentuali sono più alte di quelle sui tumori, la malaria e gli infortuni stradali.
Sono sempre più frequenti la violenza e le molestie nei luoghi di lavoro, che colpiscono dal 5 al 20% delle lavoratrici in Europa. E, parlando di lavoro, non dimentichiamoci la violenza che si nasconde nelle difficoltà a trovare un lavoro, a veder riconosciuta la propria professionalità, non dimentichiamo i ricatti a cui è sottoposta una donna che vuole avere un figlio costretta a firmare le dimissioni in bianco. Sfruttamento, costrizioni, umiliazioni, segregazioni, discriminazioni evidenziano quanto la violenza sulle donne e la loro condizione nel mercato del lavoro siano due aspetti differenti della stessa involuzione sociale e culturale a cui occorre dare risposte concrete
“Bisogna dunque rafforzare il nostro impegno contro le violenze di ogni tipo – conclude la sindacalista della Cgil - che rappresentano non solo una violazione di diritti umani fondamentali ma anche un ostacolo alla parità tra uomo e donna, un impedimento allo sviluppo dei paesi e dei popoli, che non facilita i processi di pace e di eguaglianza nel mondo.