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L'ultimo giorno di Termini Imerese

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Oggi si interrompe dopo 41 anni la produzione dello stabilimento siciliano del Lingotto. Operai riuniti in assemblea davanti ai cancelli. Landini: "Dall'azienda atteggiamento arrogante". Il sindaco: "Speravamo che questo giorno non arrivasse"

di rassegna.it

L'ultimo giorno di Termini Imerese (immagini di Davide Colella)
Oggi è l'ultimo giorno di produzione allo stabilimento Fiat di Termini Imerese (Palermo). Da domani infatti i lavoratori entreranno in un lungo periodo di cassa integrazione fino al 31 dicembre, quando il Lingotto cesserà definitivamente le attività nella fabbrica.

Stamani davanti ai cancelli, in entrambi i turni di lavoro, sono in programma delle assemblee delle tute blu, a cui parteciperanno anche gli operai dell'indotto e i leader sindacali per informare gli operai sugli esiti dell'incontro di ieri al Mise. Un incontro ancora interlocutorio, che non ha portato le novità sperate dai sindacati.

“Lo snodo per un accordo per Termini Imerese è rappresentato dagli incentivi che abbiamo chiesto a Fiat per accompagnare alla pensione centinaia di lavoratori. Ma finora, in modo non accettabile, l'azienda ha rifiutato di applicare le tabelle che ha sempre applicato anche a Pomigliano e Cassino: un atteggiamento arrogante, autoritario, un sberleffo ai lavoratori”, ha detto il segretario della Fiom, Maurizio Landini, intervenendo all'assemblea fuori dai cancelli di Termini Imerese.

La concessione degli incentivi, ha aggiunto Landini, “è la condizione per avere un piano che almeno sui numeri possa reggere come una soluzione per garantire a tutti i lavoratori, dello stabilimento e dell'indotto un futuro. Da qui al 30 dobbiamo decidere insieme il tipo di risposte da dare a Fiat per fare sì che riveda le sue posizioni e si determinino le condizioni per un accordo”.

In una nota il responsabile welfare e lavoro dell'Italia dei Valori, Maurizio Zipponi parla di “giorno di lutto per l'industria italiana”. “Solo tre anni fa – scrive Zipponi - Marchionne aveva promesso per quell'area investimenti per 100 milioni e la produzione della nuova Ypsilon in modo da rendere lo stabilimento produttivo. La Regione aveva messo a disposizione ingenti finanziamenti per la ristrutturazione e la comunità europea altrettante risorse se si fosse fatto l'investimento”.

“Oggi – prosegue Zipponi - la realtà è un'altra: Marchionne ha deciso da tempo di scappare dall'Italia con il sacco pieno di soldi e dal 2008 migliaia di operai e tecnici Fiat sono in cassa integrazione mentre vengono elargiti all'azienda fondi per l'innovazione”.

“E' un giorno che davvero speravamo non arrivasse mai. Siamo qui a raccogliere i cocci di questa esperienza della Fiat, che dopo 41 anni va via”, ha detto il sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato, anche lui davanti ai cancelli, dove gli operai sono riuniti in assemblea per il loro ultimo giorno di lavoro.

“Siamo ancora impelagati - continua - al ministero per lo Sviluppo economico, l'unica certezza è che la prossima settimana scade il tempo utile a nostra disposizione per siglare l'accordo”. “Fiat - aggiunge - è disposta a concedere gli incentivi alla mobilità a quei lavoratori, che entro il 31 dicembre 2017 maturano i requisiti, c'è un fatto nuovo anche i governi nazionale e regionale sarebbero disponibili a partecipare”.



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TAGS termini imerese landini

24/11/2011 11:15

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