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Monti studia una patrimoniale "digeribile"

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Il premier italiano oggi vola da Merkozy, ma a Roma continua il lavoro sulle misure per aggiustare i conti. Certi il ritorno dell'Ici, l'aumento dell'iva e una revisione delle rendite catastali. Per la tassa sui patrimoni va superato il veto del Pdl

di rassegna.it

Monti studia una patrimoniale "digeribile" (immagini di Fabrizio Ricci)
L'Italia torna oggi a sedersi intorno ad un tavolo a Strasburgo con Francia e Germania per il primo vertice del premier italiano, Mario Monti, con il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Un incontro destinato innanzitutto a riequilibrare una situazione che cominciava a essere subita con insofferenza dagli altri membri dell'Eurozona e dell'Ue.

Come ha detto lo stesso Monti ieri a Bruxelles dopo l'incontro con Barroso, la missione di oggi è prima di tutto quella di riportare l'Italia nel cuore del dibattito europeo, discutendo, da pari a pari, con Sarkozy e Merkel delle “strategie economiche, politiche e istituzionali dell'Europa”,

Intanto, in Italia, Monti e i suoi ministri stanno lavorando per arrivare alla stesura delle prime misure da mettere in campo. Obiettivo principale, una nuova correzione dei conti per i prossimi due anni. Gli strumenti individuati per reperire le risorse sono essenzialmente fiscali: il ritorno dell'Ici, la rivalutazione delle rendite catastali, l'aumento dell'iva e, forse, una mini patrimoniale. Nel menu anche una stretta sulla lotta all'evasione con l'abbassamento della soglia per l'utilizzo del contante, oltre ai tagli e ai risparmi di spesa.

Misure che dovranno anche neutralizzare l'effetto negativo della minore crescita del pil rispetto alle attese e dell'aumento del costo degli interessi del debito pubblico, a causa della corsa dei rendimenti dei titoli di Stato. Nuove risorse servirebbero anche in parte a scongiurare che scatti la clausola di salvaguardia prevista dalla riforma fiscale, con il conseguente taglio lineare delle agevolazioni. Una eventualità che Monti vuole evitare perché ne ritiene alcune indispensabili, come quelle che riguardano le detrazioni per il lavoro dipendente e i carichi familiari.

Sempre sul piano fiscale, a fronte degli interventi non certo espansivi per l'emergenza (come l'aumento dell'Iva), ci sarebbero però altrettante misure mirate a una redistribuzione del carico fiscale, soprattutto a vantaggio di lavoratori e imprese. Andrebbe in questo senso anche l'impostazione scelta per reintrodurre l'ici sulla prima casa, la cui abolizione è stata definita da Monti un'anomalia, che consentirebbe di recuperare un gettito pari a 3,5 mld. I tecnici studiano una modulazione che, seppure indirettamente, tenga conto dei redditi e delle condizioni familiari. L'idea è quella di rendere progressiva l'imposta utilizzando sia le detrazioni sia le soglie di esenzione.

Allo stesso modo, pare che sulla patrimoniale si aprano degli spiragli. La tassa sarà studiata per riuscire a conciliare due esigenze che finora sono sembrate inconciliabili: renderla digeribile al Pdl, da sempre ideologicamente contrario, mantenendola efficace, come invece richiesto con forza dai sindacati per dare il via libera al ritorno dell'Ici. Per questo i tecnici, tra le varie simulazioni, stanno privilegiando quelle che prevedono una tassa sui beni immobili e sui valori, con una soglia di esenzione fissata a 1 mln, 1,5 mln di euro.

Intanto, in vista delle feste natalizie, il Governo Monti ha prodotto un primo provvedimento per tentare di sostenere i consumi: l'acconto irpef di novembre subisce infatti un taglio del 17%, all'82%, liberando in media 400 euro per ogni contribuente che andranno pagati solo a giugno del 2012. In tutto, restano nelle tasche degli italiani (anche se solo temporaneamente) poco più di 3 mld di euro.

L'obiettivo finale, quello di una riforma fiscale equa, passa anche per una stretta alla lotta all'evasione. E, su questo piano, il governo dovrebbe intervenire abbassando la soglia massima per l'utilizzo del contante. “Sul limite bisogna ragionare un attimo, ma il problema è che noi abbiamo un uso del contante eccessivo rispetto agli altri Paesi europei, che invece usano la moneta elettronica. Da questo punto di vista, al di là di determinare esattamente l'asticella, è corretto che si usi di più la moneta elettronica”, evidenzia il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, citato dall'agenzia Adnkronos.



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TAGS tasse iva ici acconto irpef monti governo patrimoniale

24/11/2011 09:54

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