Il primo atto è il via libera a Roma Capitale. Due ore di confronto, ma dai ministri bocche cucite. Giarda: "Verranno giorni migliori". Riccardi: "Decidiamo in stile collegiale"
Si è svolto oggi (21 novembre) il primo Consiglio dei ministri del governo Monti, che ha
approvato il secondo decreto legislativo su Roma Capitale. E’ durato circa due ore. Il prossimo Cdm si terrà probabilmente
venerdì, al ritorno di Monti dalla trasferta europea. Per il resto, bocche cucite dai rappresentanti del governo, come sintetizzato dalla battuta del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda: "Abbiate pazienza, verranno giorni migliori".
Monti – si legge nel comunicato stampa diramato da Palazzo Chigi - nel corso del Cdm ha “illustrato le modalità operative con le quali pervenire nei
termini più brevi alla definizione di misure specifiche in attuazione del programma di governo presentato al Parlamento”. Monti ha anche ricordato che il Parlamento è “il luogo decisivo per un rafforzato impegno nazionale in grado di dare risposte certe all’attuale emergenza”. Il Presidente ha dato inoltre indicazioni ai ministri sulle modalità di funzionamento del Consiglio, con l'obiettivo di realizzare “una stretta collegialità ed una efficace funzionalità tra i singoli dicasteri, in costante collegamento fra gli stessi e la presidenza”. Il premier ha poi illustrato i contenuti dei prossimi incontri internazionali, previsti in questa settimana, con le istituzioni europee, con la cancelliera Merkel e il presidente Sarkozy.
Nelle norme su Roma Capitale, i
consiglieri comunali scendono da 60 a 48. Il sindaco verrà ascoltato direttamente dal Consiglio dei ministri sui problemi che riguardano la città, non dovrà passare dalle altre sedi concertative. Roma sarà esclusa dai vincoli di finanza pubblica che regolano gli altri enti locali. Adesso il decreto andrà alle Camere, poi tornerà in Cdm entro 90 giorni per il via libera definitivo.
A margine, unico a intervenire è stato il
titolare della Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, confermando che la prossima riunione sarà probabilmente venerdì. Non ha risposto alle domande sui temi affrontati oggi, ma ha illustrato il metodo di lavoro del nuovo esecutivo: è "uno stile collegiale – ha detto – in cui parlare ha un suo senso, parlarsi e deliberare".
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della
Regione Lazio, Renata Polverini, presente alla riunione. "Sono stati sbloccati 350 milioni di euro per il piano di rientro sanitario – ha dichiarato -, che in questo momento rappresentano una boccata di ossigeno fondamentale e danno un segnale forte".
La Cgil torna a rivolgersi al nuovo governo con una richiesta: non svendere le ultime grandi imprese pubbliche. Così il
segretario generale, Susanna Camusso: "Lo dico a Confindustria e a una parte del governo che ogni tanto dice ‘vendiamo tutto’: fermi e calmi, non svendiamo il poco patrimonio che c’è rimasto in termini di grandi imprese a partecipazione pubblica, perché – a suo giudizio – se lo facciamo non avremo più nessun indirizzo lungo il quale indicare cosa succederà".