Oltre 400 iniziative in tutta Italia. “Basta tagli, no al super ticket. Dodici miliardi in meno dal 2010 al 2014”. Il sindacato chiede un servizio pubblico, universale e di qualità. Mobilitazione organizzata insieme alla Funzione pubblica e allo Spi
Oltre 400 iniziative in tutto il paese tra sit-in, assemblee e manifestazioni: la Cgil scende in piazza per la sanità pubblica, denunciando gli effetti della scure che si è abbattuta sull'intero sistema di welfare e per sostenere le proprie idee a sostengo di un servizio sanitario “efficiente, pubblico, universale e di qualità”.
“Dodici miliardi in meno dal 2010 al 2014 – denuncia il sindacato in una nota – sono frutto delle manovre economiche e delle leggi di stabilità; un miliardo in meno per il fondo per l'edilizia sanitaria con questa legge di stabilità; il passaggio da un miliardo di euro a 200 milioni per il Fondo sociale”.
Ma oltre i tagli, prosegue la nota, “ci sono anche nuove gabelle come l'introduzione del
super ticket sanitario che graverà nelle tasche dei cittadini italiani per oltre 4 miliardi di euro entro il 2014”.
Il sindacato di Corso d'Italia, insieme alle categorie che promuovono la giornata,
Funzione pubblica e Spi (pensionati), lancia l'allarme denunciando le scelte che stanno portando il sistema sanitario al collasso.
Tutti i dettagli in una pagina speciale sul sito della confederazione.
Perché se da una parte prosegue la flessione del personale del servizio sanitario nazionale, come emerge dal recente conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, così come rimane inalterato il pacchetto di 'vessazioni' (blocco della contrattazione, Tfr posticipato, contributo di solidarietà, ecc.); dall'altra si temono gli
effetti nefasti della delega fiscale e assistenziale che potrebbe colpire principalmente i pensionati e le circa 4 milioni di persone con pensione di reversibilità, le oltre 2 milioni con quella di accompagnamento e altre 900 mila con quella di invalidità civile.
Non solo protesta, quindi, ma un'iniziativa per sostenere le proposte elaborate.
Eccole in sintesi:
Garantire il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea) in tutte le regioni e abolire i super ticket colpendo gli sprechi; servizi 24 ore su 24 con finanziamenti vincolati a priorità, che vanno dalle cure primarie alla non autosufficienza; 'chi lavora favorisce il cambiamento', ovvero sbloccare le assunzioni e rilanciare la contrattazione; rendere socialmente sostenibili i piani di rientro; usare i risparmi per aprire nuovi servizi; i Lea prima di tutto; aprire alla partecipazione democratica con una sede di confronto nazionale e in tutte le regioni.