La Rete della Conoscenza conferma la manifestazione di domani (17 novembre) degli studenti. Il network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario esprime in una nota “preoccupazione e allarme” per “un esecutivo di tecnici composto da rappresentati di gruppi finanziari e provenienti in larga parte dalle università private”.
“Abbiamo sempre sostenuto – si legge nel comunicato – che non fosse solo Berlusconi il centro di tutti i mali, ma che proprio
questi poteri, cosiddetti forti, incidessero e spingessero per la dequalificazione di scuole e università, per la riduzione dei diritti, dei salari e dei redditi”.
“Confermiamo quindi la scelta di scendere
in piazza il 17 novembre, proprio per ribadire che Monti dovrà fare i conti con le studentesse e gli studenti come ha dovuto fare ogni governo, di qualunque colore fosse. Scendiamo in piazza perché non siamo disposti a subire l'opera di scempio su scuola e università messa in campo negli ultimi anni dal Ministro Tremonti e Gelmini”.
Poi il lungo elenco delle richieste: un investimento adeguato sul diritto allo studio, la copertura totale delle borse di studio nel nostro paese e un finanziamento per un sistema di welfare studentesco che garantisca a tutti il diritto alla mobilità, il diritto all'abitare e all'accesso ai consumi culturali; investimento economico nelle università, l'eliminazione di tutti i tagli e il finanziamento alla ricerca; contro qualsiasi aumento delle tasse universitarie e l'introduzione dei prestiti d'onore, per l'accesso libero a tutte e tutti all'università senza discriminazioni di carattere economico o sociale”.
E ancora: “Una legge quadro nazionale sul
diritto allo studio per gli studenti delle scuole superiori che preveda le prestazioni minime che ogni regione deve garantire (comodato d'uso dei libri, trasporti, carta di cittadinanza); azzeramento dei finanziamenti alle scuole private e reinvestimento sulle pubbliche; abolizione della valutazione in condotta e del limite massimo delle 50 assenze; fondo straordinario per l'edilizia scolastica per mettere i sicurezza tutte le scuole per paese”.
“Il reddito per i soggetti in formazione e un reddito di base per tutti che garantistica un'indipendenza economica e personale e la possibilità di slegarsi e rompere tutti i vincoli economici e sociali che affliggono la nostra generazione;
una reale democrazia, a partire dal rispetto dei risultati del referendum del 12 e 13 giugno, per evitare che il governo privatizzi i servizi pubblici senza rispettare la volontà di 27 milioni di italiani, richiedendo che si votino i nuovi statuti delle nostre università poichè non vogliamo essere ostaggio di nessuno e vogliamo poter scegliere”.