La riduzione del personale in Italia tra 2010 e 2015 sale a 6.500 risorse, pari al 12% del totale della forza lavoro del gruppo. L'ad Ghizzoni: "Abbiamo già iniziato una serie di colloqui con i sindacati". Tonfo in borsa (-9,17%) e aumento di capitale
"Migliorare l'efficienza del gruppo" e quindi via a un deciso taglio del personale. Unicredit ha annunciato ieri (14 novembre) che si sta preparando a mettere in atto
5.200 esuberi che accompagneranno il gruppo fino al 2015. La riduzione del personale in Italia nel periodo 2010-2015 sale così a 6.500 risorse, pari al 12% del totale della forza lavoro del gruppo.
Sull'annuncio del taglio nell'organico "abbiamo già iniziato una serie di colloqui con i sindacati, noi siamo ampiamente disponibili a seguire la logica già seguita nel passato quindi di collaborare per una soluzione che sia nel rispetto di tutti, soprattutto dei nostri colleghi". E0' quanto annuncia l'amministratore delegato del gruppo, Federico Ghizzoni, alla trasmissione "Prima di Tutto" su Radio 1, spiegando che ""in realtà buona parte di questi numeri sono già compresi nel piano che abbiamo firmato un anno fa, quindi in realtà parliamo di una cifra che penso sia dimezzata".
Sul piano industriale di Unicredit annunciato ieri, Ghizzoni ha spiegato che "l'obiettivo principale è quello di ridefinire la nostra strategia che è quello di diventare una grande banca che dedica tutte le proprie risorse, tutto il proprio capitale, alla propria clientela quindi ci focalizzeremo molto sull'economia reale sulla nostra clientela, faremo credito, per l'economia reale".
Quanto alle rinnovate tensioni sui titoli di stato italiani, "il mercato sta cercando di valutare se avremo velocemente un nuovo governo cercando di capire che programmi ci saranno - ha detto l'ad - diciamo che la situazione di ieri era abbastanza attesa comunque io credo che se la situazione politica si chiarirà, avremo un beneficio immediato". Infine sul fronte delle regole previste da Basilea 3 Ghizzoni ha affermato che "certo vengono chiesti degli sforzi consistenti in termini di capitale, le regole ci sono e non e' mia consuetudine lamentarmi, dobbiamo aderire anche se certamente non sono norme favorevoli a banche come quelle italiane che puntano esclusivamente sul finanziamento all'economia reale".
Intanto la borsa punisce ancora i bancari italiani. Unicredit finisce in asta di volatilità per eccesso di ribasso a Piazza Affari. Il titolo del gruppo di Piazza Cordusio segna un calo teorico del 9,17%, dopo essersi mosso fra un minimo giornaliero di 0,704 euro e un massimo di 0,764 euro. Elevati i volumi, pari a un terzo della media giornaliera.
L'assemblea straordinaria del gruppo sull'aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro si terrà comunque il prossimo 15 dicembre a Roma in unica convocazione. Lo conferma Unicredit in una nota diffusa nella in mattinata.