La Cgil presenta l’
indagine annuale sul lavoro atipico curata insieme al Nidil (la sigla che rappresenta i lavoratopri atipici) e l'Ires (istituto di ricerca). Conferenza stampa mercoledì 16 novembre, dalle ore 10 alle 13, presso la sede nazionale del sindacato in corso d’Italia 25 a Roma.
Presiede i lavori Filomena
Trizio (segretaria generale Nidil). Previsti gli interventi di Giovanna
Altieri (direttore Ires), Patrizio
Di Nicola (sociologo del lavoro alla Sapienza Università di Roma), Francesca
Dota (ricercatrice Ires). Conclusioni di Fulvio
Fammoni (segretario confederale Cgil).
“La crisi internazionale - si legge in una nota di presentazione - ha messo a nudo le debolezze strutturali dell’economia italiana, cresciuta fino al 2008 a un ritmo pari a circa la metà di quello medio dell’Unione. Il prodotto interno lordo del nostro paese è tornato, nel punto minimo, quello di nove anni prima, una regressione temporale che non ha uguali in Europa”.
“Negli ultimi decenni il
mercato del lavoro italiano è stato caratterizzato da profondi mutamenti economici e sociali. Alle carriere lavorative che assicuravano nel tempo stabilità e importanti protezioni di welfare si contrappongono le cosiddette carriere "atipiche" caratterizzate da discontinuità, incertezza e rischi crescenti di una riduzione degli standard lavorativi”.
“Questa “atipicizzazione” del mercato, se per un verso è conseguenza della recessione, per altro verso risponde alla “necessità” di un’economia profondamente depressa, che sente la sofferenza dell’
incapacità del paese di percorrere un vero progetto di sviluppo e, in questa cornice, resta prigioniera di vecchie e nuove contraddizioni”.