Spesso il contratto diventa un mezzo per eludere il rapporto di lavoro dipendente e risparmiare sui costi. Compenso medio mensile 640 euro, al primo posto Lombardia e Emilia. Contro gli abusi parte la campagna "Dissociati", a cura del Nidil e Filcams Cgil
In Italia il contratto di
associazione in partecipazione riguarda 52mila lavoratori. Sono questi gli iscritti alla gestione separata Inps nel 2010. Tutti contratti - però - che vengono usati come
mezzo per eludere il contratto di lavoro dipendente e risparmiare sui costi: alla gestione separata dell'Inps viene corrisposto un compenso medio mensile di 640 euro, molto lontano dalle 14 mensilità previste dal contratto.
Il contratto di associazione in partecipazione, disciplinato da un articolo del codice civile, stabilisce che l’associante (l’imprenditore) attribuisca all’associato (il lavoratore) una partecipazione agli utili dell’azienda, in cambio di un apporto di carattere economico o di un apporto lavorativo.
L'associazione in partecipazione è un fenomeno che
investe soprattutto il Centro-Nord: lo scorso anno erano infatti quasi 9.000 gli associati in Lombardia, 6.500 quelli in Emilia Romagna e 7.500 in Toscana. E' quanto riferiscono la
Filcams Cgil e il Nidil.
Secondo il segretario generale della Filcams, Franco Martini, "il fatto che i numeri pi grandi si registrino in queste regioni lascia pensare che oltre alle piccole botteghe ad abusare di questo contratto siano soprattutto le catene distributive".
Per questo il sindacato ha inaugurato oggi (11 novembre)
la campagna "Dissociati", contro l'abuso del contratto di associazione in partecipazione nei settori del commercio e servizi.
Filcams e Nidil hanno creato il sito
www.dissociati.it, uno spazio web pensato appositamente per la campagna dove i lavoratori possono segnalare, in forma del tutto anonima, le aziende che applicano impropriamente questo tipo di contratto.
Oltre a questo, i sindacati allestiranno a partire da domani e per i prossimi fine settimana, punti informativi direttamente nei punti nevralgici del commercio – centri storici, centri commerciali e outlet – per raggiungere direttamente i lavoratori.
"Il nostro obiettivo – ha spiegato la segretaria generale del Nidil, Filomena Trizio – oltre ovviamente alla tutela sindacale per quei lavoratori privati dei loro diritti, è
dare una sponda di fiducia a quei lavoratori, fargli sapere che la Cgil c’è, e che insieme si può provare a superare questa fase fin troppo buia, che insieme si può rialzare la testa".