"La vertenza Antonio Merloni, una delle più grandi del Paese, ha bisogno di una risposta complessiva". E' quanto affermano in una nota Vincenzo Scudiere, segretario nazionale Cgil, Gianni Venturi, segretario generale Cgil Marche e Mario Bravi, segretario generale Cgil Umbria.
"Come abbiamo più volte sottolineato - si legge nella nota - va approfondita la proposta del gruppo Q.S. che si ripropone di assumere 700 persone tra gli stabilimenti di Gaifana e Fabriano. Questo a partire dall’approfondimento dei contenuti sul Piano industriale e sulla base di un confronto che si svolgerà nei prossimi giorni".
"Ma sulla più grande vertenza dell’Italia centrale - proseguono i tre segretari - occorre una risposta complessiva che dia prospettive a tutti i 2.000 dipendenti del gruppo e al territorio della fascia appenninica. Per questo, condividiamo la richiesta formulata dai presidenti di Umbria e Marche, Marini e Spacca, di rimodulare l’accordo di programma, che è lo strumento fondamentale su cui occorre agire con fermezza, determinazione e tempi rapidi".
"Anche perché siamo convinti - conclude la nota - che l’incertezza dell’attuale fase politica non può ricadere sui lavoratori e sul territorio. Questi sono gli elementi che abbiamo sottolineato nell’iniziativa di luglio svolta dalla CGIL Nazionale, dalla CGIL Marche e dalla CGIL Umbria, perché la concretizzazione dell’accordo di programma costituisce l’elemento vitale e fondamentale per guardare al futuro".