L'economista della Bocconi è un europeista convinto, sostiene liberalizzazioni e rigore nei conti. Da commissario europeo per la concorrenza ha vigilato sulle norme antitrust. Le sue posizioni: "Con Berlusconi non c'è crescita, bisogna limare i privilegi"
Mario Monti, probabile nuovo presidente del Consiglio, è nato a Varese il 19 marzo 1943. Nel 1965 si è laureato in Economia alla Bocconi di Milano, dove ha lavorato come assistente prima di ottenere la cattedra all'università di Trento. Ha poi insegnato a Torino, prima di tornare alla Bocconi nel 1985 come docente di Economia politica.
Monti ha ricoperto cariche gestionali in aziende private, ma ha avuto anche incarichi pubblici: presidente della Commissione difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981), presidente della Commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-82), membro della Commissione Sarcinelli (1986-87) e del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-89). Dal 1995 al 1999 è stato membro della Commissione europea, responsabile del mercato interno, servizi e integrazione finanziaria, dogane e questioni fiscali.
Dal 1999 al 2004 è stato commissario per la concorrenza.
Sotto la sua guida la Commissione ha vigilato rigorosamente sulla concorrenza: tra le varie misure c'è il blocco della fusione tra General Eletric e Honeywell, ma la più clamorosa è la
multa record di 497 milioni inflitta alla Microsoft di Bill Gates per violazione delle norme antitrust.
Europeista convinto, negli anni Monti ha espresso le sue posizioni come editorialista del
Corriere della Sera. Sostenitore delle
liberalizzazioni e del rigore nei conti pubblici, l'economista sostiene l'imposizione di un tetto ai rendimenti dei titoli di Stato per frenare l'alimentazione del debito. Per la garanzia di rigore Monti è gradito non solo alla Ue, ma anche a banche e mercati.
Monti è anche membro della commissione Trilaterale (come presidente europeo) e del Gruppo Bilderberg (membro della Commissione Permanente), un "club" esclusivo composto dalle 130 personalità più influenti del pianeta, che s'incontra annualmente in genere prima dei G8 per influenzare le decisioni prese dalla politica e dall'economia mondiale.
Il nome di Mario Monti negli anni è stato più volte associato al ministero dell'Economia in veste di tecnico, soprattutto nelle situazioni economiche più difficili. Ultimamente ha seguito la politica italiana intervenendo solo in veste di opinionista. Nel 2011 le sue prese di posizione sono state
soprattutto critiche verso il governo Berlusconi: "Non solo questa manovra, ma tutta l'impostazione del governo Berlusconi fin dall'inizio non porta nella direzione della crescita" (
Il Messaggero, 9 luglio). "
Bisogna attuare riforme impopolari, bisogna rendere un po' infelice ogni italiano limando i privilegi" (23 settembre a Genova). "Dobbiamo evitare di rendere l'Italia da un paese fondatore a un paese affondatore dell'euro" (20 ottobre,
Otto e mezzo).
Il 9 novembre Napolitano nomina Monti senatore a vita.