Francia e Germania spingono perché il quesito si trasformi in una scelta tra euro e dracma, ma diversi ministri di Atene rigettano questa ipotesi. Papandreou però conferma: la consultazione si farà il 4 dicembre, il popolo saprà fare la scelta giusta
Il referendum greco il cui annuncio tanto ha scosso l'Europa e "i mercati" dovrebbe tenersi il prossimo 4 dicembre. Lo ha annunciato nella notte il premier greco Georges Papandreou. Ma dopo l'incontro di ieri con il presidente francese Sarkozy e con la cancelliera tedesca Merkel, non è più chiaro quale sarà esattamente il contenuto del quesito su cui il popolo greco sarà chiamato ad esprimersi.
Francia e Germania infatti spingono perché il referendum si trasformi in una decisione sulla permanenza della Grecia nell'Euro e non soltanto sull'accettazione dei contenuti dell'
accordo del 27 ottobre. Ma da Atene arriva subito uno stop a questa ipotesi. Il ministro greco delle Finanze, Evangelos Venizelos, si è detto oggi contrario a un referendum sull'euro in Grecia, stimando che
l'appartenenza della Grecia all'euro è "una conquista storica del popolo greco che non può essere messa in discussione". "Per questa ragione non può dipendere da un referendum", ha aggiunto il ministro in un comunicato diffuso questa mattina, giorno di apertura del vertice del G20 a Cannes.
Il viceministro delle Finanze, Pantelis Oikonomou, parla invece di un
"ultimatum, una interferenza straniera" e giudica un referendum di questo tipo "inopportuno", mentre un deputato del partito di governo, Mimis Androulakis, chiede al premier George Papandreou di ritirare la proposta "immediatamente, oggi stesso".
Ma in un breve incontro con la stampa a Cannes, dopo la riunione con Angela Merkel e Nicholas Sarkozy, Papandreou ha spiegato che “il programma che abbiamo davanti è molto duro, ed è
importante che sia il popolo a prendere una decisione: è un diritto democratico. Ed è importante che sul piano ci sia un ampio consenso”. Papandreou ha riconosciuto che "stare nell'euro è motivo di orgoglio ma comporta anche degli obblighi: vogliamo dimostrare al mondo che possiamo tenere fede a questi obblighi".
Dura
Angela Merkel: "L'obiettivo di mantenere la stabilità dell'euro deve essere la prioirità, lo abbiamo detto in spirito di amicizia" alle autorità greche "ma con grande serietà". La cancelliere tedesca ha poi aggiunto: "Non lasceremo che l'euro sia distrutto", e questo obiettivo sarà raggiunto "con o senza la Grecia".
Anche dalla Francia arriva un aut aut: "Li possiamo aiutare, li possiamo salvare, ma non possiamo fare tutto questo contro la loro volontà", ha spiegato il ministro francese per gli Affari europei Jean Leonetti.
Quindi,
il prestito del Fondo Monetario Internazionale alla Grecia sarà subordinato all'esito del referendum sul piano di salvataggio europeo convocato a sorpresa dal governo ellenico: lo ha reso noto il Direttore generale dell'Fmi, Christine Lagarde. Dello stesso avviso Nicolas Sarkozy e Angela Merkel: ""Abbiamo detto chiaramente alle autorità greche che non saremo in grado di erogare la sesta tranche dei finanziamenti finché non ci sarà il risultato del referendum e non sarà approvato l'accordo del 27 ottobre", hanno detto Merkel e Sarkozy.