Nel pieno della tempesta dei mercati, i capi di governo arrivano in una città blindata. Sul tavolo delle discussioni l'ipotesi Tobin Tax: ma l'opposizione di Usa e Gran Bretagna è forte. Nella migliore delle ipotesi, si applicherà solo a Eurolandia
Nel pieno della bufera Euro e sotto la
spada di Damocle del referendum greco, domani prende il via il tanto atteso vertice G20 di Cannes. L'incontro tra le 20 potenze economiche mondiali, secondo alcuni osservatori, oltre ad affrontare la crisi dell'euro e i casi Grecia e Italia, potrebbe anche gettare le basi per una tassa sulle transazioni finanziarie. Però, assicurano altri, di fronte alla contrarietà di Stati Uniti e Regno Unito, il suo perimetro di azione sarà ristretto, nella migliore delle ipotesi, al nocciolo duro della zona euro.
In ogni caso, Nicolas Sarkozy, presidente di turno del G20, farà "di tutto" perché il vertice faccia "smuovere la situazione", ha assicurato lunedì scorso Henri Guaino, consigliere speciale del premier francese. "E' una questione centrale, sia per la riforma delle finanze che per trovare risorse" per "combattere la povertà", ha aggiunto.
Da Berlino, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha proposto di instaurare la Tobin Tax nei 17 paesi della zona euro, che potrebbero così fungere anche da test sull'efficacia di tale imposta, in modo da convincere i contrari. La formula sarà discussa domani e venerdì, e prevede che la tassa finanzi lo sviluppo, ma contribuisca anche, nel pieno della crisi dei debiti sovrani, a ridurre il peso del debito nei Paesi che la imporranno.
Parigi e Berlino hanno imposto la questione anche nell'agenda della Commissione europea, che ne discuterà nei prossimi mesi: Bruxelles stima che la tobin tax potrebbe portare a 55 miliardi di euro annui. Oggi si pronunciato a favore anche la massima autorità della chiesa anglicana, l'arcivescovo Rowan Williams, rilanciando la linea annunciata dal Vaticano la scorsa settimana e ricordando il sostegno all'imposta di miliardari come Bill Gates e George Soros. Oggi il Vaticano ha rbadito la sua posizione."Auspico che l'incontro aiuti a superare le difficoltà che, a livello mondiale, ostacolano la promozione di uno sviluppo autenticamente umano e integrale", ha detto Benedetto XVI.
Eppure il fronte dell'opposizione resta piuttosto nutrito: non ci sono solo Stati Uniti e Regno Unito, ma anche Canada, Cina, Russia e Svezia. Proprio Bill Gates, che sarà a Cannes per presentare un rapporto sullo sviluppo, ha sottolineato come la Tobin Tax non abbia bisogno di essere mondiale per vedere la luce. Potrebbe quindi nascere solo in chiave europea, e più verosimilmente, nella sola zona euro.
Per quanto riguarda la sicurezza, resta alto il rischio black bloc. Per questo Cannes è stata blindata. Agenti della Guardia Repubblicana a cavallo, poliziotti, gendarmi, tiratori scelti piazzati lungo i percorsi che verranno seguiti dalle delegazioni: sui 25 capi di Stato e di governo attesi vegliano 12mila uomini, dispiegati in ogni zona del Dipartimento delle Alpes-Maritimes. A Cannes sono pronti ad intervenire anche 1.500 vigili del fuoco. Fino alla fine del vertice venerdì - in occasione del quale è stata disposta la sospensione del Trattato di Schengen in materia di libera circolazione delle persone, con il ripristino dei controlli presso i valichi di frontiera terrestre tra Italia e Francia - diverse zone della città resteranno completamente chiuse a veicoli o pedoni sprovvisti di accredito.
Nel frattempo, 9 militanti internazionali filotibetani sono stati condotti al commissariato di Cannes già questa mattina per verifiche di identità, dopo avere appeso uno striscione sulla facciata della stazione ferroviaria alla vigilia del vertice del G20. Lo ha indicato la polizia. Sullo striscione, i militanti, arrivati da Francia, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Canada e India, chiedevano un intervento internazionale per "salvare le vite dei tibetani". Il destinatario è sottinteso: Hu Jintao, presidente cinese.