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Ocse: crescita bassa, rischio occupazione

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L'outlook in previsione del G20: "Incertezze sull'evoluzione economica a breve termine drammaticamente aumentate". Il Pil globale frenerà dal 5,2% del 2010 al 3,8% del 2012. "Allarme disoccupazione nei paesi G20, sarà all'8,2 nel 2011"

di rassegna.it

Foto palm z, da Flickr (immagini di Foto palm z, da Flickr)
“Le incertezze sull'evoluzione economica a breve termine sono drammaticamente aumentate negli ultimi mesi”, a causa della situazione nell'eurozona e ai problemi degli Stati Uniti nel consolidamento fiscale. Lo scrive l'Ocse, in una nota emessa in vista del vertice G20 di Cannes.

La crescita del Pil globale, in effetti, frenerà dal 5,2 per cento del 2010 al +3,9 per cento nel 2011 e a +3,8 per cento nel 2012, per riprendersi nel 2013 a +4,6 per cento. L'Ocse, tra l’altro, stima che un deterioramento della situazione in Europa o negli Usa potrebbe determinare un calo del Pil fino al 5 per cento in alcune delle maggiori economie Ocse entro la prima metà del 2013.

Mentre nei Paesi emergenti la crescita resterà vivace
, “nonostante qualche ammorbidimento”, in Europa un marcato rallentamento con fasi di lieve crescita negativa è probabile, e anche negli Usa il ritmo di ripresa resterà lento, scrive l'Ocse. Lo scenario, aggiunge l'organizzazione, potrebbe rivelarsi migliore “se le misure annunciate all'Eurosummit del 26 ottobre saranno implementate prontamente e con forza”, dato che tali misure “vanno nella direzione giusta e possono aiutare a ristabilire la fiducia e creare effetti di feedback positivi”.

Se però questi impegni non bastassero
a ridare fiducia nell'eurozona, e “una situazione di disordine del debito sovrano dovesse verificarsi nell'eurozona con contagio ad altri Paesi”, e se allo stesso tempo “la politica fiscale degli Usa si rivelasse troppo restrittiva”, lo scenario sarebbe peggiore del previsto. “Un deterioramento delle condizioni finanziarie dell'ampiezza osservata durante la crisi globale - scrive in conclusione l'Ocse - potrebbe portare a una caduta nel livello del Pil in alcuni dei maggiori Paesi Ocse fino al 5 per cento nella prima meta' del 2013.

A pagare, come sempre, saranno i lavoratori
. I tassi di crescita attuali sono “mediocri” e non permetteranno di “fare un salto avanti in materia di disoccupazione”, ha affermato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, durante un briefing di preparazione al vertice G20. Secondo le previsioni diffuse oggi dall'Ocse, la disoccupazione nei Paesi del G20 sarà all'8,1 per cento nel 2011, all'8,2 per cento nel 2012 e all'8 per cento nel 2013.

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TAGS ocse crisi

31/10/2011 12:10

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