“I lavoratori della Rai sono ostaggio della politica, ingiustamente additati come privilegiati, sotto ricatto economico e ad evidente rischio del posto di lavoro”. È quanto afferma una nota della Slc Cgil.
“La stragrande maggioranza - si legge -
fatica ad arrivare a fine mese. Nonostante l'ormai dilagante sfiducia i lavoratori continuano, con sacrificio, a sostenere il loro impegno cercando di dar vita ad un prodotto decente, messo a rischio da scellerate scelte editoriali ed industriali, delle quali non sono complici ma doppiamente vittime: come lavoratori vedono a rischio la loro professione e la fonte del proprio reddito. Come cittadini assistono impotenti allo smantellamento dell’azienda e del più grande patrimonio storico e culturale del paese”.
“I lavoratori chiedono di lasciare la Rai ai suoi stessi lavoratori o ancor meglio ai cittadini”, prosegue il comunicato. “Chiedono di risolvere i conflitti di interesse.
Via tutte le nomine politiche. C’è bisogno di un progetto a lungo termine per il servizio pubblico radiotelevisivo, assieme a un progetto editoriale serio. Rilancio del pieno utilizzo di risorse interne, in particolare dal lato autoriale ed editoriale. Non è la solita difesa del posto di lavoro ma la difesa di un diritto, di un’idea e, in fondo, di un ideale di paese democratico e di bene comune”.