Gheddafi e il figlio sono stati sepolti in un luogo segreto. Ma l'ex roccaforte del rais desta allarme. Oltre 100 morti in un attentato. Hrw: armi incustodite e fedelissimi del dittatore trucidati. Gli Usa chiedono un'indagine
Il Consiglio nazionale transitorio della Libia ha confermato che Muammar Gheddafi e il figlio Mutassim-Billah sono stati sepolti all'alba del 25 ottobre. Una fonte del Cnt ha detto ad al-Jazeera che alla sepoltura erano presenti membri della tribù di Gheddafi. La tomba è stata tenuta segreta per evitare che si trasformi in un luogo di culto o di saccheggio.
Nel frattempo la situazione politica resta instabile. Un deposito di carburante è esploso a Sirte, la città libica che era la roccaforte di Gheddafi, l'ultima ad essere espugnata dai lealisti. Pesantissimo il bilancio: una fonte militare parla di oltre 100 morti. Lo riferisce l'emittente pan-araba al-Arabiya, ripresa dall'agenzia Agi.
E nella stessa Sirte, come denuncia Human Rights Watch, restano armi incustodite, tra cui missili terra-aria. "Il Consiglio Nazionale di Transizione – segnala la Ong nordamericana - ha promesso per mesi che avrebbe garantito i depositi di armi. Per mesi abbiamo avvertito il Cnt e la Nato ricordando i rischi connessi alla presenza di tali armi non custodite e sottolineando l'urgenza di metterle in sicurezza".
Sempre Human Rights Watch ha denunciato che 53 persone, probabilmente tra i fedelissimi di Gheddafi, sono state giustiziate in un albergo di Sirte la scorsa settimana. Una notizia che il dipartimento di Stato Usa ha definito "estremamente sconvolgente". Per questo Gli Stati Uniti hanno chiesto alle autorità libiche di rispettare i diritti umani e di aprire un'indagine.
Washington ha inoltre esortato la Libia a rispettare i diritti delle donne dopo la proposta di Mustafa Abdel Jalil, il presidente del Consiglio nazionale di transizione, di applicare la sharia, la legge islamica favorevole alla pena di morte nei casi di adulterio, oltre a quelli di uccisione di un musulmano, bestemmia contro Allah e abbandono della religione.