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Governo sul filo, giornata decisiva

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Domani scade l'ultimatum dell'Ue sulle pensioni, ma la Lega punta i piedi. Maroni: "Non ci sono margini di trattativa". Matteoli: "Il rischio che il governo cada è concreto". Ieri nulla di fatto al Cdm. Anche la Uil scarica il Governo

di rassegna.it

Governo sul filo, giornata decisiva
"Stiamo trattando ma mi pare che l'ipotesi di una caduta del Governo ci sia". "E' improbabile che la Lega accetti le pensioni a 67 anni. Ritengo proprio che non accada e sono pochissimi i margini di trattativa". La prima affermazione è del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli (Pdl), la seconda è del ministro dell'Interno Roberto Maroni (Lega). Due uscite che descrivono bene il clima di grande incertezza che si respira oggi nell'esecutivo dopo che ieri sera il Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto decidere sull'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni si è concluso con un nulla di fatto.

Ma l'"ultimatum" dato dalla Ue scade domani, mercoledì 26 ottobre. E quello che l'Europa chiede all'Italia è, in realtà, non solo un intervento sulle pensioni ma soprattutto la "rapida approvazione e applicazione di un pacchetto completo di riforme che comprende misure su crescita, occupazione e riforma della giustizia". Il governo, in sostanza, è chiamato a fare in due giorni quello che non ha mai fatto in tre anni di legislatura.

La Padania: "Scontro finale sulle pensioni"
Uno scenario molto complicato per Berlusconi e i suoi. Ben descritto dal titolo a tutta pagina della Padania di oggi: "Scontro finale sulle pensioni". "Oggi è il d-day .- si legge nell'occhiello - no all'innalzamento dell'età pensionabile. La Lega non arretra di un passo coerente con la posizione già espressa con la manovra di agosto".

Bindi: questa volta cadono davvero
"Ci sono tutti gli elementi perché questa volta il Governo cada, perché l'aumento dell'età pensionabile è un argomento su cui la Lega può puntare i piedi per avere una posizione da portare in dote a un elettorato sempre più scontento". Lo ha detto il presidente del Pd Rosy Bindi, ospite ieri sera della trasmissione Otto e Mezzo.

Il Pd apre sulle pensioni
"E' immaginabile alzare l'eta effettiva con meccanismo di uscita flessibili tra i 62 e i 70 anni con meccanismi di incentivi e di disincentivi". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, illustra così la proposta del Pd sulla riforma del sistema previdenziale. Però "attenzione", aggiunge Bersani, "bisogna fare un pacchetto di riforme" e "non credibile che chi non ha fatto nulla fin qui domattina faccia queste cose".

Fini: intervento ineludibile
"Il problema dell'innalzamento dell'età pensionabile in Italia è ineludibile". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Finiintervenendo a un incontro della fondazione Roma-Europea. Tutto questo, ha ammesso, va fatto "con i costi politici che può comportare". L'Ue, ha ricordato, "chiede riforme strutturali e non una tantum che i governi possono comunque legittimamente adottare". Data la situazione, ha aggiunto "credo che le forze politiche debbano assumersi le proprie responsabilità".

Cgil: giusto ribellarsi
"Il presidente del Consiglio ha annunciato l'intenzione di intervenire nuovamente sulla previdenza, sottolineando il proposito di unificare l'età pensionabile a 67 anni. Il tutto accade, incredibilmente, mentre si apprende del programma triennale di 16 miliardi di euro per l'acquisto di caccia bombardieri e per onorare le commesse con le industrie belliche". Lo dichiara il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi. "L'innalzamento progressivo dell'età pensionabile - dice - viene giustificato con l'agganciamento alla prospettiva di vita e con l'esigenza di adeguarsi a quanto previsto in altri paesi europei. Noi vogliamo denunciare l'inaccettabile processo di mistificazione che accompagna la questione previdenziale. I dati dimostrano come l'età pensionabile in Italia sia più alta al cospetto degli altri paesi: anche l'età effettiva è già oggi più alta rispetto a Francia e Germania. E allora se il disegno di Berlusconi è costringere milioni di cittadini a passare direttamente dal lavoro alla tomba, l'urlo di ribellione diventa assolutamente necessario".

La Uil scarica l'esecutivo
"L'unica soluzione in questo momento per il Paese andare subito al voto". Lo ha detto Luigi Angeletti, segretario generale Uil, ad Agor su Rai Tre. Parlando poi della riforma delle pensioni, Angeletti ha spiegato che "prima di mettere mani alle pensioni dei cittadini, il Parlamento deve votare una legge per rendere le loro pensioni uguali a quelle dei cittadini. Bisogna fare riforme che consentano di far crescere l'economia e redistribuire il carico fiscale. Per questo se necessario siamo pronti ad andare in piazza senza timori".



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TAGS pensioni bossi berlusconi maroni lega governo

25/10/2011 10:53

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