Le cifre della Commissione parlamentare d'inchiesta: in Italia 16 casi al mese, più di uno ogni due giorni. Nel periodo 2009-2011 in tutto 470 casi dovuti a errori medici o carenze strutturali. Sud bersagliato, metà dei decessi solo in Calabria e Sicilia
Negli ultimi due anni 329 pazienti sono morti per presunti errori del sistema sanitario. E' quanto emerge nel rapporto della
Commissione parlamentare sulla malasanità, anticipato oggi (24 ottobre) dall'
Adnkronos. In Italia, in media, ogni mese si contano 16 casi di malasanità, più di uno ogni due giorni.
Da fine aprile 2009 al 30 settembre 2011, secondo la Commissione,
si contano in tutto 470 casi, che in 329 occasioni avrebbero fatto registrare la morte del paziente, o per errore diretto del personale medico e sanitario, o per disfunzioni e carenze strutturali.
Oltre 300 casi di decessi di cui
223 legati a presunti errori medici e 106 a inefficienze di vario tipo. Ma il dato più impressionante è un altro, ovvero che circa la metà del numero totale dei decessi si è registrata in due sole regioni:
Calabria (78) e Sicilia (66).
Il Sud - quindi - è molto più colpito. Il fenomeno, continua il rapporto, sembra addirittura in crescita se si considera solo l'ultimo anno. Negli ultimi 365 giorni, infatti, la media dei casi di presunta malasanità all'esame della Commissione si è infatti alzata: da 16 casi al mese (calcolati su 2 anni e mezzo) si è passati a 19. Da settembre 2010 a settembre 2011 la Commissione è intervenuta 228 volte, oltre 200 episodi di presunta malasanità che potrebbero aver causato la morte di 166 pazienti nell'arco di dodici mesi.
In attesa di verificare i singoli casi, è questo il quadro che offre l'indagine: la Commissione d'inchiesta si occupa degli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali. Dopo un esposto, una segnalazione o un articolo di giornale, gli episodi arrivano all'esame del presidente della Commissione, Leoluca Orlando dell'Idv.