Non si ferma la rivolta in tutto il paese: le ultime misure di austerità sono già state approvate dal Parlamento, ma si bloccano le principali categorie. In sciopero trasporti pubblici, marittimi, avvocati e tribunali. Torna al lavoro la nettezza urbana
Non si fermano in Grecia gli scioperi contro il piano di austerity. L'ondata di proteste continuerà anche questa settimana con i sindacati ancora in lotta nonostante l'ultimo pacchetto di misure sia già stato approvato dal Parlamento giovedì scorso. Le nuove agitazioni riguarderanno ancora i
trasporti pubblici, compresi taxi, scuole, trasporto di merci e beni di consumo.
Per gli
avvocati sarà sciopero di 48 ore il 26-27 ottobre, poi di nuovo il 3-4 novembre. "Gli avvocati del paese - si legge nel comunicato dell'ordine - esprimono la loro netta opposizione alla continua e senza precedenti offesa dei principali diritti dei cittadini, garantiti dalla Costituzione, con le misure decise dal governo".
Oggi (24 ottobre) sono fermi i
dipendenti dei tribunali, ogni giorno dalle 9 alle 11.30 fino a giovedì 27 ottobre. Per la loro associazione, infatti, "i lavoratori sono contrari alla legge che prevede la sospensione temporanea dal lavoro e sostengono che essi, secondo la Costituzione greca, sono dipendenti dei tribunali e non impiegati statali e chiedono, fra l'altro, il ritiro da parte del governo di tutte le nuove leggi sulla previdenza sociale".
L'associazione nazionale dei
lavoratori marittimi ha proclamato uno sciopero di 48 ore: le navi resteranno fermi nei porti fino a domani mattina. E' stata sospesa la protesta dei
dipendenti della nettezza urbana di Atene. Da venerdì sera hanno ricominciato la raccolta dei rifiuti, che si stavano accumulando a tonnellate nelle strade della capitale.