La società 'Oleificio Medio Piave', in predicato di rilevare l'impianto Vinyls di Porto Marghera a Venezia, ha presentato ieri (19 ottobre) al ministero dello Sviluppo Economico il progetto per la
riconversione alla chimica verde. Decisamente diverso dalle precedenti produzioni sul ciclo del cloro, il piano si inserisce comunque nell'ambito della vocazione industriale chimica dell'area di Porto Marghera.
Nello specifico, fanno rilevare i sindacati del settore (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil), presenti all'incontro, si tratta di produzioni di farine e olii vegetali estratti da semi oleosi (vinacciolo, soia, mais, girasole, ecc.) utili alla alimentazione animale (farine) ma anche per l'utilizzo a scopo energetico (olii per biodiesel).
A regime prevederebbe la ricollocazione di tutti i lavoratori.
“È suggestivo, ma ancora pieno di incognite e qualche criticità”, commenta Marco Falcinelli, segretario nazionale Filctem. I dubbi “riguardano il rapporto con la Syndial (gruppo Eni) proprietaria dei terreni dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto, le opere di ristrutturazione delle banchine, il rilascio delle necessarie autorizzazioni, la bonifica delle aree e la compatibilità ambientale”.
È evidente che a questo punto
il fattore tempo diventa decisivo, “soprattutto - insiste il segretario - la ricollocazione dei lavoratori, che per noi resta fondamentale unitamente alla copertura del loro reddito”.
Per i sindacati
l'incontro non può che essere considerato interlocutorio: infatti hanno subito chiesto al ministero, dal quale attendono ancora un giudizio formale sul progetto, di riconvocare il tavolo coinvolgendo tutte le istituzioni e gli enti locali di Venezia, il ministero dell'Ambiente e il gruppo Eni, "per arrivare a una comune condivisione del piano industriale".