Secondo giorno di paralisi nel Paese per lo sciopero generale contro le nuove misure di austerità, oggi alla prova del voto. Tra le più controverse c'è proprio la sospesione dei ccnl, gradita alla troika di Ue e Fmi, ma sulla quale il Pasok è diviso
Secondo giorno di paralisi totale per la Grecia. Continua lo sciopero generale contro le misure di austerità che proprio oggi il Parlamento è chiamato a rafforzare ulteriormente approvare per soddisfare le richieste dei creditori del paese, Ue e Fondo monetario internazionale (Fmi).
Ieri oltre 100.000 persone hanno manifestato per le strade di Atene dove circa 300 giovani incappucciati hanno scatenato per ore una guerriglia urbana che ha provocato una
cinquantina di feriti oltre che ingenti danni in piazza Syntagma, dove sorge il Parlamento, e nelle strade adiacenti. E stando a quanto riferisce la Bbc, nella notte ci sono stati nuovi scontri tra polizia e dimostranti.
Anche oggi tutti i settori del lavoro sono fermi - trasporti pubblici, traghetti e aerei - come si astengono dal lavoro dipendenti statali e del settore privato, professionisti e dipendenti dei supermercati mentre continua pure lo sciopero dei netturbini.
Chiusi anche scuole e ospedali dove sono garantiti solo i servizi di pronto soccorso. Naturalmente nessuno si augura che si ripetano le violenze di ieri, ma è quasi certo che gli incappucciati torneranno anche oggi in piazza a creare problemi.
Ieri sera, intanto, il multi-disegno di legge del governo è stato approvato dal Parlamento in prima votazione con 154 voti a favore (quelli di tutti i deputati del Pasok) e 141 contrari su 295 votanti.
La votazione cruciale, quella articolo per articolo, è prevista per questo pomeriggio.
E tra i punti cruciali che dovranno essere approvati oggi c'è la
sospensione dei contratti collettivi di lavoro (articolo 37 del disegno di legge). Un passaggio su cui molti deputati del Pasok si sono detti contrari e non è scontato che oggi il Governo Papandreu abbia su questo punto una maggioranza in Parlamento.
Secondo i tecnici della troika di Ue e Fmi
la sospensione dei contratti “è un grande passo in avanti, dato che aiuterà a assicurare la flessibilità necessaria nel mercato del lavoro per sostenere la crescita economica e evitare che si radichi la disoccupazione di lungo termine”.
La scorsa settimana indiscrezioni di stampa avevano riferito che la questione era stata fonte di attriti tra la troika e il
governo greco, che aveva respinto la richiesta di abolire i livelli di salari minimi. Ovviamente la vicenda ha anche rafforzato le varie proteste interne al paese.
Oltre a questo, le nuove misure prevedono una riduzione del numero degli impiegati pubblici e un taglio al loro stipendio, aumenti delle imposte e
un abbassamento generalizzato dei salari anche nel settore privato. I manifestanti hanno già fatto sapere che torneranno in Piazza Syntagma, davanti al Parlamento, durante le operazioni di voto.