L'ad del Lingotto contro la mobilitazione della Fiom di venerdì 21: "Davvero una cattiva idea, non incoraggiano gli investimenti". Fitch ha declassato la Fiat: "Non mi preoccupa". E intanto l'Alfa Romeo si produrrà negli Usa a partire dal 2013
"Lo sciopero è un non senso, veramente una cattiva idea". Così l'amministratore delegato della Fiat,
Sergio Marchionne, stamani (19 ottobre) attacca la
mobilitazione della Fiom proclamata per venerdì 21 ottobre, a margine della presentazione delle nuove Thema e Voyager. "Non è certo un modo giusto - dice - per incoraggiare gli investimenti in Italia".
"Se la maggioranza dei nostri lavoratori ci dicesse che non siamo bene accetti ce ne andremmo, ma non credo che sarà così", a suo avviso. Poi si sofferma sulla protesta sociale che sta montando in questi giorni. "E' un problema da gestire, non lo metto in dubbio - ammette Marchionne -. Bisogna capire la composizione della protesta. C'era parecchia gente a Roma che era lì per altri obiettivi".
L'agenzia di rating Fitch ha declassato la Fiat, ma questo "non sorprende" l'ad del Lingotto. "Stiamo vedendo che i downgrade sono distribuiti su tutti i settori e i paesi. Adesso che il livello di incertezza è alto e non ci sorprendiamo".
Marchionne parla delle difficoltà delle immatricolazioni nel nostro paese. "Il mercato italiano è sceso da 2.450.000 unità del 2008 a 1.750.000 stimate per il 2011, con la perdita di circa 700.000 vetture. Alla Fiat costa 210.000 vetture e questo è l'equivalente di uno stabilimento italiano".
Quindi il passaggio sull'uscita da Confindustria. "Non chiedetemi nemmeno di esprimere un'opinione sulla ex presidente di Confindustria per quanto riguarda la Fiat - si limita a dire -. Elkann ha giàdato le dimissioni,
la Fiat non c'entra con Confindustria, quindi lasciamola fuori per favore".
L'ad infine conferma la strategia del Lingotto rivolta all'estero: l'
Alfa Romeo si produrrà negli Usa a partire dal 2013.