Il nostro paese è al 97esimo posto su 134 per la partecipazione del genere femminile all'economia. Lo rende noto Bankitalia presentando i dati della Banca Mondiale. Nel 2010 era occupato il 46,1% delle donne tra 15 e 64 anni, contro il 67,7% degli uomini
di rassegna.it
L'Italia sconta ancora una forte arretratezza nel ruolo riservato alle donne in economia. Lo dimostrano i dati presentati oggi alla Banca d'Italia dal direttore generale Fabrizio Saccomanni che, citando il rapporto della Banca Mondiale, rivela come l'Italia sia al 74/mo posto nelle classifiche internazionali: 'Peggio di noi tra i paesi industrializzati è solo il Giappone e siamo indietro rispetto a tutti i paesi europei' in termini di divari di genere. Per quanto riguarda l'istruzione l'Italia al 49/mo posto, ma sulla partecipazione economica precipita al 97/mo posto su 134 paesi.
Quanto all'occupazione, nel 2010, era occupato "il 46,1% delle donne tra 15 e 64 anni, contro il 67,7% degli uomini. Il divario particolarmente pronunciato - ha aggiunto - nel Mezzogiorno, dove solo tre donne su 10 lavorano".
Secondo Saccomanni "fattori economici, ma anche culturali contribuiscono a spiegare questa arretratezza italiana", ma "gli effetti economici di una maggiore presenza" delle donne nella vita economica "possono essere rilevanti sul sistema nel complesso, per il tramite di una maggiore occupazione qualificata". Ma ci sono anche effetti indiretti: "Le donne ai vertici sono portatrici di elementi di governance migliori e di comportamenti meno rischiosi; i vantaggi che le banche e le imprese ne trarrebbero sono evidenti", ha concluso.