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Indignati anche i poliziotti: "In piazza contro i tagli"

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I sindacati di polizia in sit-in per chiedere ai cittadini un contributo per acquistare carburante da destinare alle volanti e agli automezzi: "Il ministero non paga". In piazza anche il Coisp: se i senatori ci sono davvero solidali, sfiducino il governo

di rassegna.it

foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Cristini)
Anche i poliziotti del Sindacato indipendente Coisp (di area centrodestra) parteciperanno domani pomeriggio al sit-in di protesta di fronte a Palazzo Madama, dove alle 16 e 30 è atteso il ministro dell'Interno Maroni per riferire sui fatti di Roma.

"Siamo stanchi di assistere alle passerelle e ai bavosi attestati di solidarietà da parte dei politici. Siamo stufi di ascoltare parole, parole e ancora parole. Non sono le parole a proteggerci dalle violenze dei teppisti, non portiamo con le parole il pane a casa, non sono le parole ad assicurare un futuro ai nostri figli", afferma Franco Maccari, segretario generale, che prosegue: "Cosa può dire Maroni al Senato, se non che i poliziotti sono stati bravi, che hanno dimostrato la solita grande professionalità, che hanno evitato che le violenze sfociassero in episodi ancora più drammatici? Lo sappiamo già, lo sanno tutti i cittadini italiani. Gli unici a ricordarlo soltanto all'indomani delle violenze di piazza sembrano essere i rappresentanti del governo, buoni a incassare meriti che non sono loro".

La manifestazione è stata organizzata per chiedere ai cittadini un contributo per acquistare carburante da destinare alle volanti e agli automezzi. L' iniziativa è stata annunciata dai maggiori sindacati della Polizia di Stato (Siulp, Sap, Ugl e Consap), della Polizia Penitenziaria (Sappe, Uilpe, Fns Cisl e Ugl), del Corpo Forestale dello Stato (Sapaf, Ugl, Fesifo, Fns Cisl e Uil) e dei vigili del fuoco (Fns Cis, Uil VVFF, Conapo e Ugl VVFF) e prevede presidi e sit-in in ogni citta' italiana.

Secondo il Coisp, "se l'ordine pubblico viene mantenuto nelle piazze, se vengono inferti colpi alla criminalità, lo si deve soltanto agli uomini ed alle donne delle forze dell'ordine, al loro impegno mai ripagato, alla loro eroica abnegazione, alla loro insostituibile professionalità. Fosse per la politica, il Paese sarebbe già nell'anarchia. La politica, infatti, quando interviene, lo fa solo per ostacolare il lavoro delle Forze dell'Ordine: tagliando le risorse in modo insostenibile, inventando leggi criminogene che vanificano anni di lavoro, adottando qualunque possibile strampalato provvedimento che possa contribuire alla disorganizzazione delle strutture e dell'attività operativa".

Franco Maccari non usa mezzi termini: "Se i nostri senatori vogliono davvero dimostrare la loro solidarietà alle forze dell'ordine, lo facciano in maniera concreta: sfiducino Berlusconi e il suo governo che usa i poliziotti come carne da macello, mandandoli ogni giorno al massacro contro i criminali tradizionali e contro i nuovi delinquenti che la politica stessa contribuisce a creare, lasciando affondare il Paese nella crisi economica e negli scandali".

In effetti, all'indomani delle violenze in piazza a Roma, le posizioni di tutti i sindacati di polizia sono molto simili. "Aver riproposto lo stesso modello di ordine pubblico messo in campo dieci anni fa per il G8 di Genova, con una 'zona rossa' blindata e da proteggere, è stata "una scelta politica e non tecnica", afferma il segretario nazionale del sindacato di polizia Silp Cgil, Claudio Giardullo. "Chi ha subito i danni sono la città di Roma, i poliziotti che si sono comportati con grande professionalità e i manifestanti pacifici che non hanno potuto esprimere la loro protesta" aggiunge Giardullo. "Può essere considerato un obiettivo politico positivo?", conclude il sindacalista.

Anche il segretario generale del Siulp di Roma Saturno Carbone conferma che "Martedì 18 ottobre saremo in piazza a manifestare ancora una volta, saremo lì a mostrare la nostra faccia, chiedendo ai cittadini di fare una donazione tramite bonifico, al ministero dell'Interno, per l'acquisto della benzina, visto che il Governo non provvede più". Secondo il Siulp, "mentre tutti si affannano a fare i complimenti ai colleghi che eroicamente hanno difeso la Capitale del nostro Paese, mentre i politici continuano a fare a botte nei vari talk show televisivi, nessuno si interroga su una cosa: perché dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro con sempre meno risorse?"

"Poliziotti, Carabinieri e finanzieri - conclude Carbone -  ancora una volta dimostrando un coraggio che sicuramente deve far riflettere chi ci governa, si sono immolati per difendere Roma dai vandali che hanno provato a devastarla. Il nostro ringraziamento a tutti gli eroi di Roma e tutto il nostro biasimo, al governo di questo Paese, che in modo ancora una volta vergognoso, difendendo i privilegi delle auto blu e della casta, continua a tagliare sui bisogni primari dei cittadini, sicurezza compresa. Un grazie enorme a tutti i colleghi romani che sabato 15 ottobre, mettendo a repentaglio la propria incolumità, hanno dimostrato ai 'politicanti' cosa significa per un poliziotto, un carabiniere o un finanziere, quel giuramento indissolubile che lo lega alla nostra Patria e ai nostri concittadini".



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TAGS polizia sicurezza

17/10/2011 15:41

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Lo chiederemo a Vittorio Emanuele III.

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