La Commissione europea bacchetta il nostro paese: "Difformità tra Testo unico italiano e direttive europee". Il tutto nasce da una nota inviata a Bruxelles da Marco Bazzoni, operaio fiorentino. "Adesso l'informazione - chiede - ne dia notizia"
L'Italia è inadempiente in materia di sicurezza sul lavoro. Lo afferma la Commissione europea, che ha deciso di mettere in mora il nostro Paese. E' successo il 29 settembre scorso, quando è stato approvato il progetto di messa in mora, mentre il 30 settembre è stata inviata alla Repubblica Italiana la lettera di messa in mora.
Il tutto nasce da una nota inviata a Bruxelles da un operaio. Il suo nome è Marco Bazzoni, fiorentino, molto attivo sul fronte della sicurezza. Ebbene, Bazzoni nel 2009 aveva inviato una notifica alla commissione in cui denunciava le difformità di alcuni articoli del decreto correttivo al Testo unico italiano per la sicurezza rispetto alle direttive europee. Dopo due anni la sua richiesta è stata accolta. E l'Europa ha deciso di accusare formalmente l'Italia di trascurare la sicurezza dei propri lavoratori.
Un operaio, dunque, un cittadino come tutti gli altri, che ha però deciso di combattere una battaglia solitaria, senza l'appoggio di associazioni o partiti, per la sua sicurezza e per quella di tutti i suoi colleghi. "Neanche io ci credevo più – dice Bazzoni - erano passati due anni da quando il 27 settembre 2009, ho redatto la denuncia alla Commissione Europea. Invece oggi, mi è arrivata una email, con una comunicazione della Commissione Europea Occupazione e Affari Sociali nella quale mi si comuinicava che era stata accolta".
I punti sui quali la Commissione europea critica l'Italia riguardano la deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega; la violazione dell'obbligo di valutazione dei rischi per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori; la proroga per la redazione del documento di valutazione dei rischi; la posticipazione dell'obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro e quella dell'applicazione della legislazione per le cooperative; la proroga del termine per completare l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi per le strutture ricettive con oltre 25 posti letto.
In sostanza, l'Italia viene bacchettata su tutti i fronti. "Quando – afferma l'operaio fiorentino - la notizia di questa procedura d'infrazione arriverà nei prossimi giorni sui mezzi d'informazione voglio sperare che ci sarà almeno un quotidiano nazionale o un tg che darà spazio a importante notizia. Chissà se qualcuno di loro si sentirà in dovere di farlo. E scusate lo sfogo, ma quando ci vuole, ci vuole". Noi staremo a vedere.