Aumento ancora maggiore per il "carrello della spesa", cioè l'insieme dei prodotti acquistati con maggiore frequenza: +3,7% su base annua. Le associazioni dei consumatori lanciano l'allarme: situazione terribile, ma nessuno sembra rendersene conto
A settembre
il tasso d'inflazione annuo è salito al 3,0% dal 2,8% di agosto. Lo rileva l'Istat, rivedendo al ribasso le stime provvisorie (+3,1%). Resta comunque il livello più alto dall'ottobre 2008. Il dato incorpora solo parzialmente gli effetti dell'aumento dell'Iva. Su base mensile la variazione è nulla.
Ma il cosiddetto
"carrello della spesa" ha registrato un aumento di prezzi superiore alla media. Per il raggruppamento dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), infatti, la crescita è stata del 3,7% su base annua (ad agosto era al 3,6%).
A livello territoriale, Potenza (+4,6%), Milano (+4,1%) e Bari (+4,0%) sono le città in cui i prezzi registrano gli aumenti più elevati rispetto a settembre 2010. Le variazioni più moderate riguardano Palermo (+2,3%), Cagliari e Torino (per entrambe +2,4%).
"Continuiamo a ritenere gravissimo il livello raggiunto dal tasso di inflazione.
Siamo di fronte a una situazione terribile, una vera e propria fase di stagflazione dell'economia, in cui i prezzi salgono, ma l'economia non cresce". Così in una nota Federconsumatori e Adusbef.
"Nessuno sembra rendersi conto - si legge nel comunicato - dell'
estrema gravità delle condizioni in cui versa la nostra economia. Stiamo assistendo, da tre anni a questa parte, a una crescita molto forte del tasso di inflazione, passato dallo 0,8 del 2009 all'1,5 del 2010 e oggi al 3%".