"Un ennesimo atto di ostilità preconcetta nei confronti delle parti”. Così la Cgil commenta l'approvazione in Consiglio dei ministri del regolamento che modifica l'assetto del Cnel, respingendo le garanzie fornite dal ministro Sacconi: “Non ci aveva rassicurato prima e, di certo, non può farlo adesso”.
Il sindacato di Corso d'Italia afferma, infatti, che “nel pieno del marasma nel quale si trova, e in un momento drammatico per la vita del paese, il governo ha trovato il tempo per varare in via definitiva, con un mese di anticipo sulla scadenza dei termini, un provvedimento sul Cnel palesemente incostituzionale, che viola la stessa norma contenuta nella manovra estiva e che ignora l'unanime proposta di riforma approvata nelle scorse settimane dall'Assemblea del Cnel”. Per la Cgil si tratta di “un ennesimo atto di ostilità preconcetta nei confronti delle parti sociali, penalizzate da un regolamento dalla palese illegittimità costituzionale e che contrasteremo in tutte le sedi”.
Per quanto riguarda poi il chiarimento fornito dal titolare del dicastero del Lavoro, la Cgil osserva: “Siamo fortemente preoccupati delle ulteriori specifiche del ministro Sacconi: non ci aveva rassicurato prima e, di certo, non può farlo adesso. Soprattutto quando fa riferimento ad un nuovo intervento legislativo contenuto in un decreto legge sullo sviluppo di incerta composizione e per il momento in estrema confusione”. Infine la Cgil chiede a Sacconi di dire chiaramente “se è d’accordo con la proposta di riforma varata dalla stessa assemblea del Cnel”.