Primo maggio: senza crescita e occupazione il Paese implode
Deve cambiare. Cambierà. La politica economica e sociale del governo italiano e quella di molti paesi europei, che blocca la...
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"Le donne da sempre, purtroppo, a parità di valore di anni di contribuzione, hanno sempre avuto una pensione inferiore a quella degli uomini -spiega Cantone a LABITALIA- perché inferiore è sempre stato il salario delle donne. In più, le donne per mettere insieme 30-35 anni di contributi ne devono lavorare 40-45 perché hanno i figli a cui badare, perché hanno il lavoro di cura, perché sono le prime ad essere espulse dal mondo del lavoro. E quindi è proprio la storia lavorativa delle donne che le porta ad avere ancora questa situazione discriminatoria".
Condizione aggravata, secondo Cantone, dalle scelte del governo. "E' per questa ragione -sottolinea- che noi non possiamo condividere la manovra del governo che è fatta di tagli agli enti locali e alle Regioni. Questi tagli provocano una riduzione della quantità e dell'efficienza dei servizi socio-assistenziali che sono sui territori, e questa riduzione comporta un ulteriore lavoro di cura per le donne. Quindi, da una parte, le donne -aggiunge- hanno una pensione più misera degli uomini, dall'altra si devono anche caricare di questa riduzione dei servizi socio-assistenziali".
Al sindacato, inoltre, non va giù "il problema dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne -spiega Cantone- che è accompagnato da una non tutela del valore della retribuzione pensionistica per le donne".
"Quindi, per tutte queste ragioni, noi non possiamo condividere la manovra -sottolinea Cantone- e ci ritroviamo invece nella contro-manovra proposta dalla Cgil e nella piattaforma che le donne dello Spi hanno avanzato, e che significa: più tutela previdenziale, più servizi socio-assistenziali, più lavoro per i nostri figli e per i giovani. Perché se loro non lavorano -spiega Cantone- noi diventiamo l'ultimo ammortizzatore sociale e dobbiamo rinunciare a un minimo di benessere per aiutare i nostri figli. E per questi motivi faremo una grande manifestazione il 28 ottobre in piazza del Popolo a Roma".
"Con questa manifestazione -conclude Cantone- vogliamo dire all'Italia che si può cambiare, a due condizioni: cambiando drasticamente la manovra economica e proponendone un'altra basata sulla giustizia sociale e sull'equità. La seconda condizione è che il governo se ne vada al più presto perché fa troppi danni per il Paese".
Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.
TAGS assemblea donne spi pensionati cantone spi
12/10/2011 18:48
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