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La protesta

Indignati, cortei e scontri a Bologna

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Caos davanti alla sede di Bankitalia. Polizia e carabinieri in assetto antisommossa. I manifestanti irrompono negli uffici della Corte d'Appello. E protestano: "Una ragazza colpita e ferita alla bocca"

foto di draghiribelli, da twitter (immagini di foto di draghiribelli, da twitter)
Momenti di tensione e un breve tafferuglio a Bologna davanti alla sede di Bankitalia tra manifestanti 'indignati' e forze dell'ordine. Un centinaio di studenti ha tentato di entrare nel palazzo di piazza Cavour. Davanti all'ingresso erano schierati polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Di fronte alla pressione del gruppo di giovani, sono partite le manganellate e una breve carica. I ragazzi si sono riparati utilizzando scudi di polistirolo.

"Una ragazza è stata colpita, ferita alla bocca, siete vergognosi". Lo ha detto Gianmarco De Pieri, leader del centro sociale Tpo, con un megafono, durante la protesta. A riferirlo è l'Ansa. Sul posto è arrivata un' ambulanza per medicare la giovane di 23 anni con la bocca sanguinante. Dopo un ultimo lancio di uova e di palloncini di vernice contro il palazzo e contro le forze dell'ordine, gli indignati sono partiti in corteo: "La giornata non finisce qui", hanno gridato.

Inneggiando al 'default' e al grido di 'vi pignoriamo' la manifestazione ha poi invaso un ufficio della Corte d'Appello, in vicolo Monticelli, cuore del centro storico. Dopo essere saliti al primo piano del palazzo, utilizzando come ariete un paletto di metallo, alcuni manifestanti hanno sfondato il portone dell'ufficio notifiche. Sono entrati e hanno preso documenti, registri e cartellette e li hanno strappati e lanciati da una finestra.



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TAGS indignati bologna

12/10/2011 13:14

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1
E questo sarebbe un paese democratico? Secondo il tiranno berlusconi, il nostro Paese non sopravviverebbe senza di lui. Ma è proprio lui il rischio per la sopravvivenza dell'Italia. Lui, il maledetto, che ha ridotto a brandelli quel poco di buono che restava. E adesso, per mettere a tacere la voce del dissenso fortissimo, è capace di scatenare una guerra e di fare come ha fatto il suo "amico" gheddafi. Però, come quest'ultimo sta scappando inseguito dal popolo libico, così "papi" scapperà via.

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foto di draghiribelli, da twitter Indignati, cortei e scontri a Bologna (foto di Junjan da Flickr)

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