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"La battaglia contro il bavaglio è ancora aperta"

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Intervista a Fulvio Fammoni, dirigente Cgil e leader del Comitato per il diritto all’informazione. "In queste ore si sta decidendo la sorte della nostra libertà. E' una battaglia dura, ma siamo pronti a combatterla DI PAOLO SERVENTI LONGHI

di Paolo Serventi Longhi

Fulvio Fammoni (Cgil) (immagini di foto di Barbara Perversi)
Il disegno di legge sulle intercettazioni punta a minare la libertà dell’informazione, il diritto di cronaca e contemporaneamente l’autonomia e i poteri della magistratura. E’ una battaglia di civiltà, in difesa della sicurezza e dei principi dell’articolo 21 della Costituzione, e investe direttamente la difesa del diritto di tutti i cittadini ad essere informati correttamente. Ne è convinto Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil e leader del Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla cultura, al quale aderiscono decine di associazione, movimenti e sindacati.

Rassegna. In queste ore si sta decidendo la sorte del ddl. Si parla ancora di voto di fiducia ad un maxiemendamento governativo. E’ così grave la situazione?

Fammoni. Gravissima. Non si può ricorrere alla fiducia su un provvedimento peraltro già discusso dalle commissioni ed anche dalle aule del Parlamento. Trapela però che dall’interno della stessa maggioranza ci siano preoccupazioni, dubbi sulla fiducia e addirittura si parla di un possibile rinvio. C'è però anche una tattica parlamentare usuale del centro destra; puntare altissimo per poi ripiegare (mostrando “disponibilità”) ma comunque portanto a casa norme negative.

Rassegna. Lo stesso Capo dello Stato avrebbe fatto sapere di non essere favorevole.

Fammoni. E’ bene lasciare Giorgio Napolitano, un grande Presidente della Repubblica, svolgere in piena autonomia e senza pressioni il proprio compito. Noi tutti nel Comitato abbiamo massimo rispetto per le sue determinazioni.

Rassegna. Fiducia o no, il contenuto dell’emendamento governativo non vi convince.

Fammoni. Sapremo nelle prossime ore quale sarà il testo che sarà presentato alla Camera. Il premier ha giudicato il vecchio testo dell’on. Bongiorno troppo debole e chiede di più, evidentemente perché ha il problema di impedire che sia possibile conoscere il contenuto delle sue conversazioni. La stessa Bongiorno, motivando le sue dimissioni, ha sottolineato come la maggioranza abbia cambiato le carte in tavola . Adesso si parla di attenuazione delle norme: dai blog, al carcere, al collegio di giudici, allo stesso black out totale.Cosa ci sarà di vero? Non lo sappiamo ma qualunque risultato, se ci sarà e sarà positivo, sarà frutto di questo caparbio movimento di protesta e ce lo intesteremo. Ma non basta.

Rassegna. Ma se la maggioranza alla Camera ripristinasse il vecchio testo frutto delle mediazioni tra i gruppo parlamentari, voi accettereste la legge?

Fammoni. Noi siamo contrari all’idea che si intervenga con una legge per inasprire le sanzioni che riguardano la diffusione delle intercettazioni, specie quelle che si riferiscono a specifici reati e che siano di interesse istituzionale, politico e sociale. Figuriamoci poi se si dovesse prevedere il carcere per i giornalisti. In ogni caso vigiliamo.

Rassegna. Ma non è in gioco il diritto alla privacy dei cittadini, come affermano gli esponenti della maggioranza?

Fammoni. No, non si parla di impedire la privacy ma è in gioco la volontà di pochi a nascondere l’immoralità dilagante. I singoli cittadini sono tutelati dalle leggi oggi esistenti. E’ il mondo corrotto e una parte della classe dirigente ad avere paura. La magistratura e le forze di polizia devono poter fare il proprio lavoro senza alcun intralcio.

Rassegna. Quindi proseguirà la vostra mobilitazione?

Fammoni. Certamente. Gradueremo le iniziative in relazione all’andamento dell’iter parlamentare. Abbiamo organizzato ben tre presidi nel centro di Roma ma ora bisogna coinvolgere le cento città italiane pensando ad una iniziativa in tutto il territorio nazionale. Se la situazione dovesse precipitare, anche una manifestazione nazionale come quelle del 2009 e del 2010. Qualunque cosa accada noi ci saremo.



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TAGS bavaglio ddl intercettazioni

10/10/2011 15:00

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