A Firenze due giorni per fare il punto sui precari nel giornalismo. Sono circa 100mila, di cui il 70% pubblicisti, hanno stipendi inferiori ai 5000 euro l'anno e sono stati falcidiati dalla crisi. Chiedono diritti e contratto DI ANTONIO FICO
FIRENZE. Apre oggi la due giorni (7-8 ottobre) di confronto "Giornalisti e giornalismi", l'iniziativa che per la prima volta chiama a raccolta a Firenze giornalisti precari e free lance, con l'obiettivo di fare il punto sulle difficili condizioni di lavoro nel settore e di promuovere una carta professionale dei diritti (per i precari) e dei doveri (per gli editori).
L'incontro nazionale, che vedrà oggi arrivare da tutta Italia centinaia di collaboratori di testate più o meno note del panorama editoriale italiano, e che avrà il suo fulcro al teatro Odeon di Firenze è promosso dall'Ordine nazionale dei Giornalisti, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dall'Ordine dei giornalisti della Toscana e Assostampa Toscana, con il sostegno di Inpgi e Casagit.
Sempre più importanti per le attività di quotidiani e dei settimanali, sempre più numerosi, i precari rappresentano la spina dorsale di molte redazioni. Sono quasi sempre la manovalanza a basso costo, pronta all'uso indiscriminato e senza possibilità di contrattare i propri compensi. Secondo le stime dell'Ordine dei giornalisti, sono circa 100mila i giornalisti iscritti all’ordine, di cui il 70% pubblicisti. E una buona parte di essi percepiscono compensi inferiori ai 5000 euro l'anno.
Una situazione esasperata dalla crisi, durante la quale sono andati persi 5 mila posti di lavoro, per la decisione degli editori di bloccare il turn over. “A questo – spiega Antonella Cardone, del Coordinamento emiliano giornalisti precari e freelance e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti – si aggiungono le scuole di giornalismo che producono professionisti in serie mentre cala a picco l’offerta di lavoro stabile. La conseguenza? Che si è disposti anche a lavorare gratis in redazione, soprattutto nelle testate online”.
I punti salienti della Carta di Firenze, che l'assemblea discuterà e dovrebbe approvare in via definitiva definitiva sabato, puntano a ridisegnare i rapporti di forza nel settore: compensi più alti e coinvolgimento effettivo nella contrattazione collettiva; percorsi di regolarizzazione e verso contratti stabili a tempo indeterminato; un'allenza tra ordine e sindacato per " il coinvolgimento dell'opinione pubblica e delle istituzioni in una vera e propria campagna per la dignità del lavoro; strumenti di rappresentanza del lavoro autonomo all'interno delle testate; ammortizzatori sociali.
Il programma della due giorni, prevede tra le altre cose, per la mattina del 7 ottobre i racconti a "microfono aperto" di collaboratori e freelance, che riporteranno la loro esperienza di lavoro e una manifestazione in Piazza Signoria, promossa da Assostampa Toscana e Coordinamento precari di Firenze.
L'iniziativa presenta anche qualche curiosità. In vista dell'incontro dell'Odeon, decine di famiglie fiorentine hanno offerto la loro disponibilità ad ospitare i giornalisti in arrivo. Così come si è offerta di ospitare i precari, venuta a conoscenza dell'iniziativa, la Comunità islamica del capoluogo toscano. La due giorni è dedicata alla memoria di Pierpaolo Faggiano, il giornalista precario che si è suicidato pochi mesi fa.