La decisione comune all'assemblea di quadri e delegati di Feneal, Filca e Fillea: "Ritardi nei rinnovi ormai intollerabili"
Inequivocabile il messaggio uscito stamani (3 ottobre) dall'assemblea nazionale dei quadri e delegati dell'edilizia
Feneal, Filca e Fillea riuniti al Centro Congressi Frentani di Roma, conclusa con il "mandato alle strutture territoriali di avviare le
necessarie iniziative di mobilitazione" con modalità che verranno "decise in autonomia da ciascun territorio in rapporto alla situazione dei relativi tavoli di confronto". E' quanto si legge in un ordine del giorno approvato dagli oltre 500 delegati degli edili Cgil, Cisl e Uil , giudicando "non più tollerabile
lo stallo generalizzato che si registra nei tavoli territoriali per il rinnovo dei contratti integrativi provinciali."
Superate abbondantemente le scadenze previste dai contratti nazionali per le decorrenze dei contatti integrativi provinciali "nella maggioranza dei territori i tavoli negoziali sono ancora chiusi e, laddove il confronto si è avviato, i risultati sono insoddisfacenti" si legge nel documento approvato "e a livello territoriale, le nostre strutture hanno più volte sollecitato l’avvio dei negoziati e tuttavia il quadro è ancora largamente incompleto".
La contrattazione di secondo livello, oltre ad essere una parte essenziale dello stesso contratto, rappresenta per l’edilizia un elemento imprescindibile per assicurare qualità e regolarità all’intero settore" prosegue il documento, ricordando che le importanti innovazioni introdotte dal Ccnl "per rispondere, oltre che alla crisi, alle esigenze di qualificazione del settore, rischiano in questo modo di perdere efficacia e credibilità per tutti".
La crisi del settore non può essere l'alibi per procedere nei tavoli territoriali con un "atteggiamento dilatorio e di chiusura, che nei fatti impedisce lo svolgimento di corrette relazioni sindacali nei territori." E proprio sul tema della crisi, il documento ricorda la convergenza realizzata tra le parti sociali con l’azione degli Stati Generali "sollecitando il governo a dare risposte immediate e non più dilazionabili, risposte che non ci sono mai state e sono assenti anche nei recenti provvedimenti."
E' dunque in gioco per i sindacati non solo la credibilità del governo, ma anche la credibilità dell' azione comune delle parti sociali "che è tanto maggiore quanto le parti sociali dimostrano affidabilità e coerenza" ed anche per questo lo stallo dei tavoli per il rinnovo dei contratti integrativi "è ancor più inaccettabile e rischia di minare la stessa efficacia delle azioni comuni intraprese finora a livello nazionale e territoriale per contrastare la crisi".