
Il caso
Videocon, operai condannati per blocco stradale
Interruzione di servizio pubblico: 15 giorni di carcere e 3.750 euro per avere occupato l'autostrada Roma-Napoli due anni fa. La Filctem di Frosinone annuncia ricorso. E intanto la vertenza sul futuro dello stabilimento ciociaro non si sblocca
di M.M.
Il Tribunale di Frosinone ha recapitato una sessantina di provvedimenti di condanna a carico di altrettanti lavoratori della Videocon di Anagni per interruzione di servizio pubblico. La denuncia è partita dalla Cotral, l'azienda di trasporti locali, dopo le due manifestazioni dell'ottobre 2009 durante le quali gli operai scesero in strada nei dintorni della fabbrica e occuparono l'autostrada A1 tra Roma e Napoli per protestare contro la chiusura del loro stabilimento. Lo riferisce il segretario della Fictem di Frosinone, Silvio Campoli.
"Purtroppo ce lo aspettavamo – commenta il sindacalista – perché altri provvedimenti del genere erano già arrivati nei mesi precedenti riferiti a un'altra manifestazione, sempre di quel periodo. È un'altra tegola". Per ora l'esecuzione della condanna è sospesa e il sindacato fa sapere che farà ricorso contro la decisione del giudice, che prevede 15 giorni di carcere e il pagamento di 3.750 euro per un centinaio di persone in tutto.
Una vicenda infinita, quella della fabbrica ciociara in crisi da anni dopo la marcia indietro del gruppo indiano Dooth. "Siamo preoccupatissimi – sottolinea ancora il sindacalista – e ci rivolgeremo anche al presidente della Repubblica. Oggi l'azienda con oltre 1.300 lavoratori è finita in concordato preventivo e stiamo assistendo a un percorso a ostacoli che, così come si sono messe le cose, tutela più i creditori degli operai. L'ipotesi del fallimento, purtroppo, non è affatto esclusa". Mercoledì prossimo in fabbrica si terrà una riunione con le Rsu per fare il punto della situazione.
Una vicenda infinita, quella della fabbrica ciociara in crisi da anni dopo la marcia indietro del gruppo indiano Dooth. "Siamo preoccupatissimi – sottolinea ancora il sindacalista – e ci rivolgeremo anche al presidente della Repubblica. Oggi l'azienda con oltre 1.300 lavoratori è finita in concordato preventivo e stiamo assistendo a un percorso a ostacoli che, così come si sono messe le cose, tutela più i creditori degli operai. L'ipotesi del fallimento, purtroppo, non è affatto esclusa". Mercoledì prossimo in fabbrica si terrà una riunione con le Rsu per fare il punto della situazione.
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03/10/2011 12:29













