
Occupazione: Cgil, recupero lento, la crisi continua
“Un recupero davvero troppo lento per l'occupazione. Il ministro Sacconi sbaglia ad essere così soddisfatti. Con questo trend solo nel 2014/15 torneremmo alla stessa quantità di occupati del secondo semestre 2008, ovvero alla situazione che precedeva la crisi”. Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil commenta i dati resi noti oggi dall'Istat.
Secondo il dirigente sindacale, “l'attuale parziale recupero è fatto in gran parte di occupazione precaria, di regolarizzazione di lavoratori immigrati cioè di lavoro già esistente. La crisi amplifica enormemente le diseguaglianze”. In particolare, “la situazione dei giovani è drammatica cosi come quella delle donne. Nel mezzogiorno lo spopolamento occupazionale assume caratteristiche di vera e propria emergenza nazionale e non a caso l'irregolarità aumenta e il tasso di inattività è arrivato al 38%”.
Ci sono poi drammi nel dramma generale. “I disoccupati da più di un anno sono oltre la metà del totale; finiscono i periodi di indennità di disoccupazione restando senza alcuna tutela e il governo non fa niente. Ma non parlava anche di questo la famosa lettera della Bce?”
Quello che bisogna fare dunque è evitare che nei prossimi mesi nelle centinaia di aziende in crisi e per le centinaia di migliaia di persone in cassa integrazione si passi alla disoccupazione. Per questo “occorre prorogare le tutele per il 2012, ma se non riparte la produzione tante imprese decideranno di passare da ammortizzatori a licenziamenti e per evitarlo occorre sviluppo, mentre Il governo con le sue scelte deprime ulteriormente l'economia e intasa il parlamento con leggi ad personam”.
Non è possibile accettare acriticamente la soddisfazione del ministro. “Le scelte del governo – conclude Fammoni - sono sbagliate e devono assolutamente essere cambiate o altrimenti bisognerà cambiare il governo”.
Secondo il dirigente sindacale, “l'attuale parziale recupero è fatto in gran parte di occupazione precaria, di regolarizzazione di lavoratori immigrati cioè di lavoro già esistente. La crisi amplifica enormemente le diseguaglianze”. In particolare, “la situazione dei giovani è drammatica cosi come quella delle donne. Nel mezzogiorno lo spopolamento occupazionale assume caratteristiche di vera e propria emergenza nazionale e non a caso l'irregolarità aumenta e il tasso di inattività è arrivato al 38%”.
Quello che bisogna fare dunque è evitare che nei prossimi mesi nelle centinaia di aziende in crisi e per le centinaia di migliaia di persone in cassa integrazione si passi alla disoccupazione. Per questo “occorre prorogare le tutele per il 2012, ma se non riparte la produzione tante imprese decideranno di passare da ammortizzatori a licenziamenti e per evitarlo occorre sviluppo, mentre Il governo con le sue scelte deprime ulteriormente l'economia e intasa il parlamento con leggi ad personam”.
Non è possibile accettare acriticamente la soddisfazione del ministro. “Le scelte del governo – conclude Fammoni - sono sbagliate e devono assolutamente essere cambiate o altrimenti bisognerà cambiare il governo”.
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TAGS cgil governo occupazione
30/09/2011 16:00













