I dati dell'Istat: balzo record dei prezzi al consumo, +3,1% rispetto al 2010. E' il dato più alto dall'ottobre 2008. Adusbef e Federconsumatori: "Crescita aggravata dalla manovra. Solo per aumento dell'Iva, ci sarà una perdita di 255 euro a famiglia"
L'inflazione galoppa e, secondo le associazioni dei consumatori, rischia di mettere in ginocchio le famiglie italiane.
L'Istat ha fornito oggi (30 settembre) la stima provvisoria dell'indice dei prezzi al consumo di settembre. Gli analisti dell'Istituto hanno registrato un aumento dello 0,1% rispetto ad agosto, e del 3,1% rispetto a un anno fa. L'Istat precisa che si tratta di un il dato tendenziale che incorpora parzialmente gli effetti dell'aumento dell'iva, e che si tratta di un record: E' il più alto da ottobre 2008.
La crescita tendenziale dei prezzi dei beni sale invece al 3,3%, con un'accelerazione di quattro decimi di punto percentuale rispetto ad agosto 2011 (+2,9%), mentre quella dei prezzi dei servizi si porta al 2,7%, dal 2,5% del mese precedente. Come conseguenza, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di due decimi di punto rispetto al mese di agosto.
Dati allarmanti a detta dei consumatori. "E' sempre più grave ed inaudita la crescita del tasso di inflazione", affermano insieme Adusbef e Federconsumatori. "Una crescita ormai incontrollata – si legge in una nota - che si dimostra in piena contraddizione con l’andamento dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie, che stanno andando a rotoli".
“Un aumento simile non può avere alcuna giustificazione o spiegazione al di fuori delle volontà speculative ormai chiare ed evidenti.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. "Quel che è peggio è che la crescita di prezzi e tariffe è destinata ad aggravarsi ulteriormente, anche alla luce della manovra iniqua e sbagliata, che a regime determinerà ricadute per ben 2031 euro annui a famiglia.
Stando a quanto affermano i consumatori, particolarmente preoccupante, nell’ambito della manovra, è la "demenziale" trovata di aumentare l’Iva al 21%. Misura che si tradurrà in pesantissimi aumenti per le famiglie. Se non ci saranno atteggiamenti diversi da quelli diagnosticati, infatti, il rischio è quello di avere, attraverso fenomeni di moltiplicazione, "un’ulteriore perdita, in media, per le famiglie di ben 255 euro annui".
Secondo le stime dell’O.N.F., infatti, particolarmente gravose saranno le ricadute per l’aumento dell’IVA: dai carburanti (+31 euro), all’abbigliamento (+81 euro), dalle calzature (+25 euro) ai vini (+12 euro), solo per citare alcuni esempi. Tutto ciò non farà altro che accrescere le difficoltà delle famiglie, riducendo il loro potere di acquisto ormai allo stremo, con gravissime ripercussioni sull’intero andamento dell’economia.
Per Adusbef e Federconsdumatori, dunque, "è ora di prendere provvedimenti decisi per porre fine a questa situazione. Oltre, ovviamente, contrastare manovre estremamente gravose per le famiglie e dannose per il Paese, è necessario predisporre un blocco immediato dei prezzi e delle tariffe che nel 2011 determineranno una stangata di ben 1521 euro a famiglia".