In piazza a Roma associazioni e sindacati: "Non rispetteremo la legge". I manifestanti promettono anche di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Fnsi: battaglia per i cittadini. La maggioranza non si ferma, ddl in aula la settimana prossima
Non rispetteremo la legge. E' questo il messaggio che arriva da una Piazza del Pantheon gremita contro la legge bavaglio sulle intercettazioni. La resistenza dei blogger e dei giornalisti, contro il "reiterato tentativo del governo di imbavagliare l'informazione" si è concretizzata nella manifestazione romana, organizzata oggi (28 settembre) dal "Comitato per la libertà e il diritto all'informazione, alla cultura e allo spettacolo".
In piazza anche decine e decine di associazioni, movimenti e sindacati – confermano dal palco gli organizzatori – tutti per fronteggiare "questo ennesimo ricatto alla democrazia". Tra le adesioni quelle della Cgil, della Fnsi, dell'Ordine dei giornalisti, di Libertà e giustizia, di Articolo21 e di esponenti politici di Pd, Idv, Verdi e Federazione della sinistra. Ma c'era anche Ilaria Cucchi, l'avvocato Domenico D'Amati, Valigia blu, Tavola della pace, Usigrai, Anpi, la rete delle giornaliste Giulia e di numerosi blogger.
I manifestanti promettono anche di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo se venisse approvata la legge. "Alla Rai il bavaglio l'hanno già messo" ha spiegato Alessandra Mancuso dell'Usigrai, mentre per Enzo Iacopino, presidente dell'ordine dei giornalisti, "c'è già una legge che impone ai giornalisti di dire sempre la verità con rispetto per le persone. Questa legge che si vuole approvare indica che noi siamo scomodi e questa è una cosa sana perché compito del giornalista è essere scomodo".
"La battaglia che viene fatta qui oggi, per la piena libertà d'informazione, affinché le intercettazioni non vengano tutte secretate, è una battaglia che sta a cuore soprattutto ai cittadini" ha detto invece Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Fnsi, intervistato da RadioArticolo1. "Noi – ha aggiunto - pensiamo che non sia necessario secretare tutto, e che la privacy dei potenti, di quelli che decidono le sorti di un paese", sia più limitata rispetto a quella di altre persone.
Per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, occorre inoltre: "Staccare la spina di questo brutto spettacolo. Presenteremo un dossier e lo porteremo alle più importanti cancellerie europee e se la legge verrà approvata presenteremo un esposto alla Corte europea, perché sia disattivata".
In particolare, i fruitori di internet vogliono scongiurare le norme cosiddette "ammazza blog", ovvero la possibilità di imporre ai gestori di tutti i siti informatici l'obbligo di procedere alla rettifica di ogni contenuto pubblicato dietro semplice richiesta, fondata o meno, del soggetto che se ne ritenga leso. La mancata rettifica nei termini comporterebbe per il blogger una sanzione pecuniaria sino a 12 mila euro.
Secondo l'avvocato Guido Scorza, esperto nel settore web, "imporre un obbligo di rettifica a tutti i produttori non professionali di informazione, significa fornire ai nemici della libertà di informazione, una straordinaria arma di pressione, se non di minaccia, per mettere a tacere le poche voci fuori dal coro, quelle non raggiungibili, neppure nel nostro Paese, attraverso una telefonata all'editore e/o al principale investitore pubblicitario. Quanti blogger rischierebbero 12 mila euro per difendere la loro libertà di parola?".
Fulvio Fammoni, Segretario Confederale della Cgil non vede "nessuna urgenza anche se viene strumentalmente dichiarata: questa legge – spiega - è ferma da più di un anno in Parlamento e la si riesuma solo perché si è creato l'ennesimo problema giudiziario per il Presidente del Consiglio. La tutela della privacy dei cittadini non c'entra nulla”.
La prossima settimana, di fatto, riprenderà l'iter parlamentare del ddl alla Camera. In base a un accordo unanime tra i gruppi, mercoledì 5 ottobre, a partire dalle 12.30, si voteranno in aula le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Lo ha comunicato all'assemblea la presidente di turno, Rosy Bindi, al termine della seduta di stamane. Sulle intercettazioni "andremo avanti con il testo attuale", dice il capogruppo dei Responsabili Silvano Moffa al termine del vertice di maggioranza a palazzo Grazioli.