Le cifre dell'Istituto: -0,2% nel II trimestre -0,3% su base annua. Duro colpo per la propensione al risparmio: in calo dell'1,2% annuo, ai minimi degli ultimi undici anni, situazione peggiore da inizio 2000. Conti pubblici, peggiora rapporto deficit/Pil
Cala il potere d'acquisto delle famiglie, la propensione al risparmio è ai minimi degli ultimi undici anni. Lo rende noto oggi (29 settembre) l'Istat. La crisi colpisce i nuclei famigliari italiani, dunque, il risultato sono meno soldi e meno possibilità di consumi: il potere d'acquisto
nel secondo trimestre 2011 è sceso dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% su base annua.
Sempre nello stesso periodo, la
propensione al risparmio è stata pari all'11,3%, in calo dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,2% rispetto al secondo trimestre 2010. Si tratta del
dato più basso dal primo trimestre 2000.
La flessione congiunturale del tasso di risparmio, spiega l'Istituto, è risultato di una crescita del reddito disponibile (+0,5%) più contenuta rispetto alla dinamica della spesa per consumi finali (+0,9%) espressa in valori correnti. Rispetto al secondo trimestre del 2010, inoltre,
il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è cresciuto del 2,3%, a fronte di una crescita del 3,7% della spesa delle famiglie per consumi finali. Il reddito è inoltre aumentato dello 0,5% sul trimestre precedente.
L'Istat analizza poi il
rapporto deficit/Pil e la situazione delle casse dello Stato. Nel secondo trimestre 2011 l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari al 3,2%, valore superiore di 0,7 punti percentuali rispetto a quello registrato nel corrispondente trimestre del 2010.
Nei primi sei mesi del 2011 si è registrato un rapporto tra indebitamento netto e Pil pari al 5,3%, in calo dello 0,1% annuo. Le uscite sono aumentate dell'1,6% rispetto al corrispondente trimestre del 2010. L'incidenza in rapporto al Pil è risultata pari al 48,1%, riducendosi dello 0,1% nel confronto tendenziale.