"In questo periodo si stanno affacciando e evidenziando ipotesi ufficiose (come quella della Q.S. di Fabriano) per l'acquisto dell'Antonio Merloni e la continuità della produzione nel settore elettrodomestico, anche di alta gamma, con un progetto industriale che dovrebbe occupare 700 dei circa 2000 dipendenti del gruppo". Lo scrivono ina una nota Vincenzo Scudiere, segretario confederale Cgil, Gianni Venturi, segretario generale Cgil Marche e Mario Bravi, segretario generale Cgil Umbria.
"Come Cgil - spiegano i tre segretari - riteniamo utile e necessario discutere ed approfondire i punti di tale progetto, evidentemente a partire dalla valutazione del piano industriale che lo accompagnerà, ma oltre a questo come Cgil riteniamo fondamentale sottolineare alcuni punti. Prima di tutto - si legge nella nota, è necessario passare in tempi rapidi dalla ufficiosità alla ufficialità. Serve un progetto complessivo che dia una risposta ad una delle più rilevanti vertenze industriali a livello nazionale e sicuramente, per il suo impatto sociale, la più importante dell’Italia centrale".
"In questo quadro - proseguono i tre esponenti Cgil - è necessaria una convocazione ufficiale da parte del Ministro dello sviluppo economico Paolo Romani, anche per dare consequenzialità e concretezza all’accordo di programma sottoscritto, dando senso compiuto ad una vertenza che deve dare una risposta sulle questioni fondamentali dei livelli occupazionali e delle prospettive della fascia appenninica umbro-marchigiana, che già vede in atto un forte processo di deindustrializzazione. Nella vertenza Antonio Merloni oltre ai 2000 dipendenti diretti sono coinvolte infatti anche centinaia di lavoratori dell’indotto".
"Poi - scrivono ancora Scudiere, Venturi e Bravi - riteniamo che sulla vertenza Antonio Merloni il Governo nazionale debba svolgere quel ruolo di sostegno allo sviluppo e alla difesa dei livelli occupazionali, ruolo nel quale il Governo è stato finora del tutto latitante. A partire dal questi elementi la Cgil Nazionale, la Cgil delle Marche e la Cgil dell’Umbria impegnandosi a dare continuità all’iniziativa del luglio scorso ritengono che sull’Antonio Merloni occorra continuare a tenere alta l’iniziativa e la mobilitazione".