
Occupazione: Cgil, è crollo nelle grandi imprese
“Il dato Istat dell'occupazione di luglio nelle grandi imprese rileva un ulteriore calo e conferma una pericolosissima tendenza alla depressione dell'occupazione. La produzione ristagna o cala e il lavoro è il primo a pagarne le conseguenze in calo di occupazione, con meno ore lavorate e meno salario”. Lo sostiene Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, secondo il quale, analizzando i dati Istat al netto della cassa integrazione dall'inizio dell'anno, si evidenzia un calo verticale.
“In particolare – spiega Fammoni - il calo dell'occupazione nell'industria continua a peggiorare con ancora maggiore consistenza mentre nei servizi il blocco dei consumi ha effetti che accentuano una tendenza negativa preesistente, facendo scendere l'occupazione in modo ormai continuativo”.
L'allarme è dunque alto. "Questi sono i dati reali, che corrispondono a quanto prevede fino al 2014 il Def e che smentiscono la propaganda ottimistica senza alcun senso, se non nascondere le proprie responsabilità, che continua a fare il Ministro del lavoro. A questo stato già grave di cose si aggiungerà l'ulteriore effetto depressivo che porterà la manovra e a mancanza di iniziative del governo a difesa e per il rilancio dell'occupazione e dello sviluppo”.
L'allarme è dunque alto. "Questi sono i dati reali, che corrispondono a quanto prevede fino al 2014 il Def e che smentiscono la propaganda ottimistica senza alcun senso, se non nascondere le proprie responsabilità, che continua a fare il Ministro del lavoro. A questo stato già grave di cose si aggiungerà l'ulteriore effetto depressivo che porterà la manovra e a mancanza di iniziative del governo a difesa e per il rilancio dell'occupazione e dello sviluppo”.
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TAGS cgil occupazione
28/09/2011 17:30













