Fumata nera tra Berlusconi, Tremonti e Lega. Ok alle misure per lo sviluppo, ma nessun accordo sulle pensioni. Il Carroccio contrario, ma nel Pdl se ne comincia a parlare. Sacconi: "Qualcosa si può modificare". La Loggia: "Aumenterei l'età anche subito"
La maggioranza di governo cerca di ricompattarsi, ma davanti a sé trova ancora lo spinoso nodo delle pensioni. L'incontro del 27 settembre a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi i vertici della Lega Nord, guidati da Umberto Bossi, e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, è durato poco più di 2 ore. L'obiettivo era quello di fare il punto della situazione ed affrontare il dossier delle misure per lo sviluppo. Così come chiesto dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, l'esecutivo tenta il colpo di coda per dare una scossa all'economia.
A quanto riferiscono le agenzie di stampa, però, la questione relativa alla riforma delle pensioni di anzianità non è stata toccata. Tremonti e il Cavaliere hanno infatti dovuto fare i conti con l'ennesimo no del Carroccio a interventi su questa materia. Così al vertice di maggioranza si è stabilita una data per le misure di sviluppo da mettere in campo: entro due settimane dovranno essere approvate per dare una risposta al mondo industriale ed imprenditoriale in piena crisi. Stiamo parlando di tre decreti su infrastrutture, semplificazione e sviluppo che potrebbero essere accorpati in un unico provvedimento, come aveva già annunciato il ministro Romani.
Sulle pensioni, dunque, nulla è stato ancora deciso. Il Carroccio si oppone infatti all'idea di interventi strutturali, anche se potrebbe non dire no all'eventualità di rimandare alla delega sull'assistenza alcuni correttivi da definire in anticipo durante un tavolo ad hoc con le parti sociali. In questo caso sulla questione si metterebbe mano non subito, ma entro la fine dell'anno.
Il Pdl, però, oggi sembra comunque intenzionato a sondare il terreno. Il primo a provarci è Sacconi. "Il regime pensionistico nel medio e nel lungo periodo è assolutamente in equilibrio ma ci sono transizioni, dei passaggi che danno modo alle persone di organizzarsi, che possono essere modificate. Sono state modificate in passato e possono essere modificate", ha detto il ministro del Welfare, intervenendo a Radio Anch'io su Radio1. "Deve ispirarci – ha concluso Sacconi- un patto sul futuro delle nuove generazioni".
"Intervenire sulle pensioni mi pare ormai un fatto ineludibile. Non mi nascondo che, trattandosi di un argomento serissimo, andrà affrontato contemperando varie esigenze. Ma la riforma del sistema previdenziale va fatta rapidamente", ha invece dichiarato il presidente della Commissione parlamentare per l'Attuazione del federalismo fiscale, Enrico La Loggia (Pdl). La Loggia è intervenuto stamane alla trasmissione 'Omnibus' su La7. "Dipendesse da me - ha aggiunto - la farei entrare in vigore già a partire dal 2012, elevando la soglia dell'età pensionabile a 66/67 anni per tutti".
"Le pensioni sono materia di discussione, quanto al decreto sviluppo c'è un lavoro in corso. Abbiamo una riunione oggi, ce ne sarà un altra domani". Così invece Fabrizio Cicchitto ha risposto ai cronisti che gli chiedono dei prossimi provvedimenti in materia economica a cui sta lavorando il governo. Quanto al decreto sviluppo, aggiunge, "i temi sono quelli già noti, da un lato le dismissioni e dall'altro la possibilità di rendere più libera l'attività economica e accelerare il fatto che lo Stato deve pagare coloro che lavorano per lo Stato. E poi le infrastrutture". Sulle pensioni, insomma, non è il momento di fare proclami. Per ora si lavora sottotraccia.