Oggi al Pantheon la manifestazione contro il ddl intercettazioni che tornerà in aula la prossima settimana. Tanti i soggetti coinvolti, dalla Fnsi alla Cgil, dal Popolo Viola ad Articolo21 che lancerà anche il "giuramento del giornalista"
Il ddl intercettazioni, meglio noto come legge bavaglio, sta per tornare in Parlamento. E inevitabilmente riparte la mobilitazione per fermarlo. Domani, giovedì 29 settembre,
dalle 15.00 alle 18.00, in piazza del Pantheon a Roma, il "Comitato per la libertà e i diritto all'informazione, cultura e spettacolo" ha promosso una manifestazione che raccoglie di ora in ora adesioni sempre maggiori.
L'obiettivo della mobilitazione è semplice:
bloccare l'ennesima legge ad personam confezionata per salvare Berlusconi dai suoi processi e che al tempo stesso mette seriamente a rischio la libertà di informazione (anche quella online) e crea nuovi ostacoli all'attività della magistratura.
"Il Paese è alle prese con una gravissima crisi economica, e invece di parlare di lavoro e sviluppo s'intasa il Parlamento con provvedimenti legati ai problemi giudiziari del premier - spiega
Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil, e membro del Comitato promotore della manifestazione di domani - Non s'invochi la privacy, è giusto che i cittadini sappiano che il presidente del consiglio dice a un probabile indagato di 'non tornare in Italia'".
Come detto, sono tanti i soggetti politici e associativi che hanno già dato la propria adesione alla manifestazione. Dal
Popolo Viola all'associazione
Libertà e Giustizia, passando naturalmente per
Articolo21, l'associazione guidata da Stefano Corradino e Beppe Giulietti che fa della difesa della libertà di informazione la sua priorità assoluta. Domani al Pantheon i membri dell'associazione lanceranno un giuramento solenne: "Giuro che se e quando la legge bavaglio sarà approvata mi impegnerò a fare prevalere sempre e comunque il dovere di informare e il diritto di essere informati. Giuro che attraverso tv, radio, giornali, siti e blog e con qualsiasi altro mezzo possibile darò qualsiasi notizia che rivesta i requisiti del pubblico interesse e della rilevanza sociale come prevedono le sentenze europee, i valori costituzionali e la legge istitutiva dell'ordine dei giornalisti".
L'appello di Articolo21, una sorta di
'giuramento di Ippocrate' dei giornalisti, è pubblicato sul sito dell'associazione (www.articolo21.it) e ha già raccolto numerose adesioni.
In piazza domani
ci sarà anche Radioarticolo1, che garantirà tra l'altro la diretta della manifestazione. “Giovedì 29 settembre saremo in piazza del Pantheon per una diretta dalle 16 alle 17 che consentirà di raccogliere le testimonianze e le opinioni del mondo dell’informazione e della società civile – spiega la radio in una nota - In primo piano le voci dell’Italia dei referendum, quella che si è mobilitata per la difesa dei diritti civili e per la difesa della Costituzione, e ha riempito le piazze contro ogni legge ‘ad personam’”.
Intanto, come detto,
la legge bavaglio sta per tornare in aula. Inizialmente si pensava che il ddl dovesse approdarvi proprio domani, ma poi è stato deciso uno slittamento. Il provvedimento sarà dunque in aula alla Camera nella prima settimana di ottobre. Le ragioni di questo ritardo sono da ricercare nelle difficoltà interne alla maggioranza, ma sarebbero anche allo studio modifiche importanti al testo. Secondo quanto riferisce l'Ansa,
l'intenzione sarebbe quella di intervenire sull'articolo 1 del provvedimento e sulla parte del ddl che modifica l'articolo 684, cioè la norma che disciplina la 'pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale'.
Nel mirino c'è il famoso 'comma Bongiorno': quello che venne presentato nell'ultima fase dei lavori dal presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, e che dà la possibilità di consentire "sempre la pubblicazione degli atti per riassunto" anche se non si sono ancora concluse le indagini preliminari. Cosa che invece veniva categoricamente vietata con il ddl Mastella. "Se cancellassero questo comma - commenta il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti -
ci sarebbe il black out sul contenuto delle intercettazioni fino alla fine delle indagini, il che vuol dire anche due anni. Con tutto quel che ne consegue, pensate ad esempio al caso della 'cricca'...". E se si 'adottasse' il testo Mastella anche per quanto riguarda gli atti del fascicolo del Pm (come ad esempio le perizie o gli accertamenti bancari), si dovrebbe attendere addirittura la sentenza d'appello.
Dunque,
un ulteriore colpo di mano che renderebbe la norma ancora più pesante. "Il ddl Mastella è ancora peggio del testo attuale - ha commentato il segretario della Fnsi Franco Siddi intervistato dal sito libertaegiustizia.it - È bene ricordare che i giornalisti quattro anni fa scioperarono (29 giugno 2007), proprio contro il ddl Mastella che prevedeva un vero abuso nel vietare l’informazione giudiziaria in toto. Una legge bavaglio. Questo dimostra che noi sul tema delle intercettazioni e della libertà di stampa siamo attenti al merito: non ci opponiamo adesso al ddl del governo di centrodestra per ostilità politica; ieri abbiamo contrastato duramente il progetto di un esecutivo di centrosinistra. E non abbiamo cambiato opinione".
"Il richiamo al ddl Mastella - sottolinea la capogruppo Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio, Donatella Ferranti - è uno specchietto per le allodole
la verità è che vogliono affossare un strumento d'indagine fondamentale per la lotta alla criminalità per tacitare le esigenze processuali e private del presidente del Consiglio, di escort e accendieri". Ferranti ribadisce anche la necessita' di modificare "la norma ammazza blog la cui approvazione - sottolinea - costituirebbe un preoccupante indebolimento della libertà di informazione".