Variazione nulla sul mese precedente. Nel confronto con gli ultimi dodici mesi l'incremento è dell'1,7%. Ma non basta a coprire l'inflazione, che negli ultimi nello stesso periodo è stata del 2,8%. Oltre 4 milioni i dipendenti in attesa di rinnovo
L'inflazione continua a correre più delle retribuzioni. Ad agosto, i salari risultano fermi su base mensile (variazione nulla rispetto a luglio), mentre su base annua le retribuzioni orarie segnano un incremento dell'1,7%. Lo comunica l'Istat. Il tasso di crescita delle retribuzioni, precisano i tecnici, si conferma al di sotto dell'inflazione, che ad agosto si è attestata al +2,8%. Pochi i contratti rinnovati d'estate, prosegue l'istituto, e così l'indice delle retribuzioni è rimasto invariato rispetto a luglio per il limitato impatto degli adeguamenti osservati nel mese.
In particolare, ad agosto, le retribuzioni registrano una
crescita annua del 2% per i dipendenti del settore privato e dell'0,6% per quelli della P.A.. I settori con gli incrementi maggiori su base annua sono: militari-difesa (3,7%), forze dell'ordine (3,5%), e attività dei vigili del fuoco (3,1%). Variazioni tendenziali nulle per ministeri, scuola, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale. L'indice proiettato per tutto l'anno sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore a fine agosto registrerebbe nel 2011 un +1,8%.
All'inizio di settembre
sono in attesa di rinnovo 31 contratti, relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti: la quota di dipendenti in attesa di rinnova è pari al 33,1%, in diminuzione sia rispetto al mese precedente (33,2%) sia rispetto a un anno prima (36,4%). In media i mesi di attesa per i lavoratori con contratto scaduto ad agosto 2011 sono 20,4, in deciso aumento rispetto ad agosto 2010 (13,8).