La multinazionale rimuove le insegne davanti allo stabilimento di Cassina. Il 28/9 incontro al ministero dello Sviluppo: in bilico anche il sito di Marcianise, a rischio tutti i lavoratori. Esplode la protesta degli addetti, il 27/9 sciopero e presidio
Se appeso ai cancelli non ci fosse lo striscione che recita “
Nokia Siemens, leader mondiale dei telefonini, chiude le fabbriche e rapina le tecnologie”, nessuno saprebbe che il sito di Cassina de Pecchi (Milano), oltre ai 350 lavoratori di Jabil che da luglio presidiano lo stabilimento per scongiurarne lo smantellamento, “contiene” ancora circa 500 dipendenti di Nokia Siemens Networks.
Lo ricorda in una nota la
Fiom di Milano, osservando che "venerdì scorso il gruppo dirigente di Nsn ha fatto rimuovere le insegne dagli ingressi: la multinazionale ha scelto di comunicare così - denuncia il sindacato - la sua decisione di abbandonare definitivamente le lavoratrici e i lavoratori di Cassina".
Mercoledì 28 al ministero dello Sviluppo economico, Jabil sarà chiamata a comunicare cosa intende fare degli stabilimenti di
Cassina e Marcianise (1.200 lavoratori). Contemporaneamente, si legge ancora nella nota della Fiom, "la scelta simbolica di Nsn sembra preludere al suo disimpegno nel settore dei ponti radio, che vengono prodotti da Jabil. È chiaro a questo punto che la situazione si fa sempre più critica".
Per questo i lavoratori di Jabil e di Nokia Siemens Networks domani (27 settembre) saranno in
sciopero e intensificheranno il presidio davanti ai cancelli dello storico stabilimento di Cassina (sulla strada padana superiore, km 158) a partire dalle ore 6 del mattino.