Secondo indiscrezioni i "grandi" starebbero studiando un intervento in tre direzioni: aumento del fondo salva stati, ricapitalizzazione delle banche e default controllato della Grecia. Borse indecise: partono male, poi si riprendono
Tremila miliardi di euro, per salvare l'euro. Il G20 sarebbe sarebbe pronto a mettere sul tavolo questa cifra per arginare la crisi dei debiti sovrani in Europa. Una
crisi che rischia di estendersi al resto del mondo con una serie di "default a cascata", come ha avvertito il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner. A Bruxelles e a Washington (dove ieri si sono chiusi i lavori del Fondo monetario internazionale) non c'è alcuna conferma ufficiale. Ma non ci sono nemmeno smentite. Il piano servirebbe soprattutto a rafforzare il capitale delle banche europee più in difficoltà, almeno sedici, per poi rendere possibile il tanto temuto default della Grecia.
Secondo quanto riportato dal Sunday Times ieri,
il piano sarebbe costituito da tre punti: l'aumento del fondo salva stati, il default della Grecia con una riduzione delle cifre per i creditori (si ipotizza del 50%), e una ricapitalizzazione delle banche europee.
Ma le attese sono anche concentrate sulla banca centrale europea, che secondo alcune voci da verificare - riferisce l'agenzia TMNews - potrebbe presto annunciare
ulteriori misure per facilitare l'accesso delle banche alla liquidità, a partire da un taglio d'emergenza dei tassi.
Non c'è tempo da perdere, nemmeno per l'Italia, come hanno avvertito da Washington nelle ultime ore anche le due principali banche italiane, Unicredit e IntesaSanpaolo che figurano anche nel ristretto gruppo dei principali istituti di Eurolandia.
Intanto è
giallo in Francia su un possibile imminente intervento del governo sulle cinque principali banche del Paese: Bnp Paribas, Societè Generale, Credit Agricole, Bpce e Credit Mutuel. Secondo quanto riporta la stampa transalpina l'esecutivo avrebbe già proposto un piano di ricapitalizzazione da 10-15 miliardi di euro, ma l'offerta sarebbe stata per ora rifiutata, principalmente per l'opposizione di Bnp Paribas.
La
risposta delle Borse stamattina all'ipotesi di piano da 3 miliardi è stata inizialmente negativa, ma dopo un'ora di contrattazioni tutte, tranne Londra, sono passate in territorio positivo. Parigi guadagna lo 0,89%, Francoforte avanza dell'1,09%, Milano vola con un progresso del 2,3% e Madrid mette a segno un +1,22%. Resta negativa Londra che tuttavia contiene le perdite (-0,39%) rispetto alla partenza.