La conferenza dei rettori all'unanimità: tagli drammatici. Con l'ulteriore sforbiciata dell'anno prossimo, i danni per gli studenti e per la ricerca sono incalcolabili. "È giunto il momento di decidere se questo paese ha ancora bisogno delle università"
C'è una "vivissima preoccupazione dell'intero sistema universitario italiano per i drammatici tagli progressivamente operati sul finanziamento ordinario".
I danni "sono incalcolabili". A dirlo, stavolta, non sono né le opposizioni né i sindacati. L'allarme arriva direttamente dalla Crui, la conferenza dei rettori,
riunitasi ieri (22 settembre) per esprimere il parere sui criteri che il ministero utilizzerà per ripartire i fondi 2011.
Stiamo parlando di tagli del 7,48% nel confornto con il 2009, cui bisogna aggiungere l'ulteriore sforbiciata del 5,53% prevista per l'anno prossimo. In pratica, dicono i rettori all'unanimità, assisteremo al "
blocco di alcuni fondamentali servizi strategici forniti dal sistema delle università italiane, con danni incalcolabili per l'utenza studentesca, per l'offerta di istruzione pubblica, per la ricerca e lo sviluppo in Italia".
È dunque "giunto il momento di decidere - sottolineano i dirigenti degli atenei -
se questo paese ha ancora bisogno delle proprie università", una questione che la Crui "tornerà a porre nelle prossime settimane con assoluta determinazione".
"Non è più sufficiente il nostro senso di responsabilità - concludono i rettori - per condividere una politica di premialità fatta su risorse in costante e drammatica diminuzione". Una situazione che, allo stato attuale, "
rischia di penalizzare in maniera irreversibile componenti essenziali del sistema universitario nazionale".