No all'arresto del parlamentare Pdl con 312 favorevoli e 305 contrari: l'esecutivo non cade per 7 voti, ma ci sono franchi tiratori. Tremonti non si presenta, è bufera. Bossi sul governo: "Vedremo giorno per giorno". Esplode la protesta del Popolo viola
La Camera respinge la richiesta di arresto per Milanese. Oggi (22 settembre) è stata accolta, con 312 voti favorevoli e 305 contrari, la proposta contraria all'arresto formulata dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere. Il voto è avvenuto a scrutinio segreto, l'esecutivo si salva per sette voti. In realtà la maggioranza richiesta era fissata a 309, quindi i voti di scarto sono solo tre.
A quanto si apprende dalle agenzia, sarebbero
sette i franchi tiratori della maggioranza. Alcuni deputati di Pdl o Lega hanno votato sì all'arresto, violando le indicazioni degli schieramenti: secondo i conti i deputati dell'opposizione erano 299, mentre il sì all'arresto è stato autorizzato da 306 deputati. Anche il vice segretario del Pd, Enrico Letta, ha votato anche se non è stato registrato per problemi nel conteggio.
Nel Pdl erano assenti sei deputati: Alfonso Papa (agli arresti a Poggioreale), i ministri Tremonti e Frattini, e gli "assenti ingiustificati" Pietro Franzoso, Giuseppe Angeli e Nicolò Cristaldi. Sono mancati alla maggioranza anche un esponente della Lega e uno di Noi Sud.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è detto "soddisfatto" al termine della votazione, aggiungendo che il governo "va avanti" e "sta lavorando per il meglio". Il premier era in aula, dopo le ripetute
richieste di dimissioni arrivate nei giorni scorsi per gli scandali che lo hanno travolto.
Nei banchi della maggioranza
scoppia il caso Tremonti. Il ministro dell'Economia non si è presentato in aula per respingere l'arresto del suo ex collaboratore. Diventando così bersaglio dei colleghi: per il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, l'assenza di oggi "è un forte indicatore del valore dell'uomo". Per Daniela Santanchè "un comportamento umanamente vergognoso". Berlusconi glissa con i giornalisti: "Un'altra domanda...".
Meno ottimista il presidente della Lega, Umberto
Bossi, anche lui presente a Montecitorio. Dopo aver detto che il Carroccio è "un alleato leale", alla domanda sulla tenuta della maggioranza fino al 2013, il Senatur ha risposto: "Vedremo giorno per giorno".
Duro il commento del capogruppo del Pd, Dario
Franceschini: "Il dato politico di oggi è che la Lega avrà avuto in cambio qualcosa - a suo avviso -. I guerrieri padani, quando il padrone fischia, corrono scondinzolando".
Prima del voto il presidente dell'Idv, Antonio
Di Pietro, ha attaccato proprio il Carroccio. "Il parlamentare non verrà arrestato perchè la Lega, che dovrebbe rispettare la Costituzione, dichiara esplicitamente di non rispettarla per non far cadere il governo - ha spiegato -. Questo senza considerare se Milanese sia colpevole o ritenuto tale dalla magistratura".
E fuori esplode la protesta del Popolo viola. Gli attivisti del movimenti si sono ritrovati stamani in Piazza Montecitorio per chiedere l'arresto di Milanese. Alla notizia del no della Camera, si sono lanciati in boati e proteste al grido: "vergogna, vergogna". I manifestanti hanno mostrato monetine da cinque centesimi: "Non vogliamo giudicare se Milanese è innocente o colpevole - hanno detto -, ma oggi il Parlamento ha detto che è più uguale degli altri cittadini".