Dopo l'intervento del Capo dello Stato che aveva definito "fuori dalla storia" le teorie separatiste di Bossi, il capogruppo del Carroccio alla Camera, Reguzzoni, rimbrotta il Presidente: "Sopra di lui c'è il popolo che è sempre sovrano"
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l'ha detto in maniera chiara: Umberto Bossi, parlando di secessione,
si pone "fuori dalla storia". Tanto più di fronte all'emergenza della crisi, in cui sarebbe "indispensabile l'impegno comune per fare fronte alla situazione".
Parlando con i cronisti, ieri, in occasione della sua visita alla all'Archivio di Stato per la mostra sui 150 anni dell'unità d'Italia, Napolitano ha ribadito il suo recente appello sulla "
necessità del ricostituirsi del cemento nazionale unitario che consenta la massima mobilitazione di grandi energie e risorse di cui potenzialmente l'Italia dispone per superare questa fase molto critica per l'Europa e specificamente per l'Italia".
Ma la Lega non ci sta e oggi replica al Capo dello Stato con il capogruppo della Lega alla Camera Marco Reguzzoni: "Il popolo - ha detto Reguzzoni ospite della trasmissione di Maurizio Belpietro su Canale 5, è sempre sovrano e quindi è l'unica figura che è sempre sopra il capo dello Stato". Reguzzoni ha poi aggiunto ai microfoni di Sky: "Le parole (sulla secessione, ndr.) di Bossi erano dirette a rivendicare il diritto di potersi esprimere. Credo che questa sia un'affermazione di eccezionale senso democratico; direi che quasi in tutti i Paesi del mondo, quando c'è una diatriba e c'è un referendum alla fine è il popolo a dover decidere".
"E' grave e inaccettabile l'attacco della Lega al capo dello Stato - è il commento a caldo del
vicesegretario del Pd, Enrico Letta - e oltremodo inopportuno in un momento drammatico come questo. Il Quirinale sta tenendo unito il Paese che il Governo di Berlusconi e Bossi sta invece portando alla retrocessione".