La notizia del declassamento del debito sulla stampa internazionale. L'economista francese Attali lancia l'allarme: "Il vostro paese rischia di diventare una nuova Grecia". La Commissione europea non commenta, ma chiede riforme e il coraggio per cambiare
Dopo il
declassamento del debito sovrano a breve e a lungo termine deciso da Standard & Poor's, l'Italia sembra sull'orlo del baratro. Il rischio concreto è quello di diventare presto un secondo caso-Grecia. Per scongiurarlo serve il coraggio di riformare il paese. E' questa la lettura che da più parti arriva sulla situazione italiana.
"Siamo vicinissimi al precipizio sul mare che può farci cadere in acqua. Lo sento dire in tutto il mondo". E' l'autorevole opinione dell'economista francese
Jacques Attali, con cui ha esordito intervenendo al convegno 'Vivere l'evoluzione del mercato' a Bologna.
Dopo la Grecia, ha detto Attali, "potrebbe toccare alla Spagna, all'Irlanda, al Portogallo o anche alla Francia, ma il prossimo Paese nella fila è proprio l'Italia". Le ragioni secondo Attali sono diverse: il Belpaese "ha un enorme debito pubblico, una carenza di implementazione della legge e governativa, non ha credibilità rispetto all'implementazione delle riforme".
Inoltre, secondo l'economista, "l'Italia è un Paese molto ricco ma ha uno Stato molto povero". E "se crolla l'Italia crolla tutta l'Europa" ha aggiunto, precisando che "ci può essere una mancanza di fiducia sulla capacità dell'Europa di risolvere il problema dell'Italia visto che non ha risolto il problema più piccolo della Grecia, che rappresenta solo il 2 per cento del Pil europeo".
La ricetta per evitare il tracollo non è certo semplice. Secondo Attali bisogna "aumentare il livello delle tasse, fare una riforma pensionistica, universitaria, del mercato del lavoro, aumentare l'efficienza governativa e lo sviluppo delle regioni. Date questo annuncio. Fatelo una volta sola e fatelo questa settimana"."Agite in questo momento - ha esortato rivolgendosi agli imprenditori riuniti al Cersaie - e sollecitate subito il vostro governo, perché se non lo fate adesso, poi non dite che non vi era stato detto".
"E' cruciale la credibilità dell'Italia e anche della Francia perché saremo i prossimi ad essere nel mirino nei mercati" ha concluso Attali, convinto anche che "l'Euro non sopravviverà senza un budget federale, crollerà il mercato unico europeo e torneremo al Trattato di Roma". "Noi Paesi europei abbiamo aumentato un po' troppo i debiti pubblici, ma non abbiamo spostato nulla, per poi andare a chiedere alla Bce quando non ce la facciamo più" ha concluso, avvertendo che "così si crea solo una libera creazione di denaro, ma non si hanno soluzioni".
La notizia del taglio al rating sul debito italiano, in ogni caso, ha fatto il giro del mondo ed è su tutti i principali siti internazionali di informazione. "Il rating dell'Italia nel mirino delle agenzie" titola Le Figaro sulla sua home page, mentre
Liberation spiega che l'Italia "è resa fragile dalla situazione economica e dal 'malfunzionamento' della politica".
"S&P abbassa il rating dell'Italia", scrive invece il
Financial Times, gli fa eco la
Bbc sottolineando che "il debito sovrano dell'Italia è stato tagliato da S&P per il timore della crescita" "Colpo basso all'Italia", afferma poi il tedesco Faz (
Frankfurter Allgemeine Zeitung), aggiungendo che l'ultima manovra finanziaria approvata da Roma non è risultata sufficiente. Sul quotidiano economico
Handelsblatt campeggia già la reazione del presidente del Consiglio italiano: "Berlusconi furibondo per il declassamento dell'Italia". Anche sui siti spagnoli c'è la reazione del presidente del Consiglio italiano alla decisione dell'agenzia statunitense. "La valutazione di S&P non riflette la realtà dell'Italia", scrive
El Pais, mentre per
El Mundo Berlusconi "si scaglia contro S&P dopo la decisione di tagliare il rating dell'Italia". "Berlusconi ci trascinerà tutti nel baratro?" si chiede invece la
Bild in apertura della sua homepage. Il declassamento da parte di S&P del debito italiano è un "durissimo colpo per l'Italia ma anche uno choc per l'Europa", commenta il tabloid conservatore. "Quanto costerà ancora all'Europa la pseudo-politica di Berlusconi?", considerato da molti ormai come "il peggior capo di governo" fra i paesi europei.
La Commissione europea, dal canto suo, non ha commentato i giudizi dell'agenzia ma, per quanto riguarda la situazione italiana, ha auspicato "un ampio consenso politico e un ruolo per le parti sociali" finalizzato a rispettare gli impegni. Lo ha detto il portavoce della commissione,
Amadeu Altafaj Tardio.
Anche Tardio ha poi sottolineato "l'importanza di avere una agenda ambiziosa di misure da adottare per affrontare le debolezze strutturali" del paese. "Il commissario Barnier - ha aggiunto il portavoce - si sta adoperando per presentare in autunno le sue proposte di ulteriori regole per l'attività delle agenzie di notazione". Ma, al di là di questo, la commissione mette in evidenza che "l'Italia sta decidendo i provvedimenti necessari per indirizzare il debito verso la riduzione. La manovra adottata pochi giorni fa consentirà al Paese di raggiungere gli obiettivi di deficit concordati, e questa è la premessa per una crescita sostenibile in Italia".
I fondamentali della banche italiane "sono solidi, e questa è una fortuna per l'economia italiana". Ha affermato infine il commissario europeo alla Concorrenza,
Joaquin Almunia, incontrando i giornalisti a Bruxelles. "Continuo a ritenere che le banche italiane siano in una buona posizione: hanno superato positivamente gli stress test e non hanno avuto bisogno di sostegno pubblico come altra banche in Europa". Le tensioni di queste settimane, però, hanno finito per colpire anche gli istituti della penisola, perché "in questo momento - ha spiegato Almunia - il problema deriva dal collegamento che i mercati fanno tra debito pubblico e sistema bancario, che può portare a tensioni per la liquidità sul mercato interbancario".